Come sostituire i radiatori di casa

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Quando arriva il momento di sostituire i radiatori di casa è molto importante raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, che si riveleranno preziose in vista del successivo acquisto. Per prima cosa è indispensabile misurare la stanza per sapere qual è il volume dell’ambiente in cui il termosifone deve essere cambiato. Nel caso in cui non si abbia intenzione di cambiare la posizione degli attacchi, occorre sapere che i radiatori si possono collegare agli impianti in modi differenti tramite specifici attacchi. Serve conoscere non solo la posizione precisa degli attacchi, ma anche il loro interasse.

Le tipologie di impianto

Sono due le principali tipologie di impianto che possono essere usate in un appartamento: quella monotubo e quella bitubo. Gli impianti monotubo sono dotati di un circuito attraverso il quale i radiatori della casa sono connessi l’uno dopo l’altro in sequenza e di un radiatore da cui parte il tubo che ritorna verso la caldaia. La chiusura di ciascun radiatore e la regolazione degli impianti sono rese possibili da valvole monotubo munite di un bypass. Lo stesso bypass, in sostanza, permette di escludere il funzionamento del radiatore in questione evitando di fermare tutto il circuito. Nell’eventualità in cui la valvola monotubo non fosse provvista di bypass, andando a chiudere la valvola tutti i radiatori smetterebbero di funzionare perché il circuito verrebbe chiuso.

Come funzionano gli impianti bitubo

Nel caso di un impianto bitubo, invece, tutti i radiatori sono collegati con una mandata e un ritorno in maniera indipendente, così che se anche un radiatore viene chiuso il funzionamento di tutti gli altri non viene compromesso. Nella maggior parte dei casi ciascun radiatore presuppone la presenza di un detentore e di una valvola.

Le tipologie e i diametri dei tubi degli impianti

Nel momento in cui si compra un radiatore è necessario spiegare al venditore qual è il tipo di tubo che viene adoperato dall’impianto e indicargli il diametro. Gli impianti più diffusi prevedono un tubo in materiale plastico multistrato o in rame, anche se non mancano quelli in acciaio. Il diametro e il tipo di tubo servono a capire quali sono i raccordi per termosifoni in alluminio più adatti per le valvole del radiatore. Per i tubi multistrato è necessario comunicare non solo il diametro esterno ma anche quello interno, visto che i tubi possono avere spessori differenti.

Le caratteristiche della valvola

Tipologie diverse di valvole possono essere scelte in base alle caratteristiche dell’attacco e dell’impianto. Per gli impianti monotubo la soluzione più diffusa va individuata nelle valvole monotubo con bypass, mentre per gli impianti bitubo sono raccomandate le valvole con detentore a squadra. Va detto, comunque, che l’assortimento di soluzioni a disposizione è molto ampio, e include anche le valvole diritte, quelle reverse e quelle corner: in virtù della loro conformazione particolare, sono in grado di risolvere eventuali problemi di allacciamento e ingombro. Non vanno dimenticate neppure le valvole interasse, così chiamate perché dotate di un interasse di 5 centimetri attraverso qui il radiatore viene collegato con il monoblocco.

Il valore della potenza termica

Per capire qual è il radiatore migliore da acquistare è necessario tenere conto anche della potenza termica che è necessaria per scaldare un ambiente. Basta misurare le dimensioni del locale, e cioè calcolare il volume conoscendo la sua altezza e la sua superficie, per poi ricavare attraverso un metodo empirico una stima della potenza termica che potrebbe essere necessaria. In alternativa si può leggere la scheda tecnica del costruttore per poi ricavare la potenza a partire dalla conoscenza del modello e delle dimensioni del radiatore di prima.

Stampa digitale su supporti rigidi: vantaggi e opportunità!

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La stampa digitale su supporti rigidi porta ad ottenere vantaggi e opportunità sia per quanto riguarda l’ottimo rapporto qualità prezzo, sia per le realizzazioni personalizzate che si possono creare, sia in termini di comunicazione che di promozione pubblicitaria. Vediamo nello specifico i vari supporti rigidi che sono presenti in commercio adibiti per la stampa digitale:

Primo fra tutti, il Forex che consente di ottenere una stampa digitale su supporti rigidi mono o bifacciale. I pannelli sono disponibili in vari spessori che variano da 1mm a 10 e 19 mm con dimensioni anche maggiori, infatti per le grandi realizzazioni, vengono realizzati più pannelli, per misure oltre 2 x 3 Metri; le lastre di spessore 1mm sono in comune Pvc. Il forex presenta una superficie bianca satinata opaca, fra le caratteristiche principali possiamo dire che risulta flessibile e leggero e la sua stabilità resiste anche nei grandi formati. Si possono realizzare anche sagome e forme complesse come lettere intagliate, smussi, angoli ecc. Inoltre parliamo di un materiale idoneo sia per essere inserito in ambienti interni che esterni ed è usato anche per le insegne.

Anche i pannelli in sandwich vengono realizzati con la stampa in digitale, con stampa digitale monofacciale o bifacciale. I pannelli Sandwich presentano un’anima interna in polistirene espanso estruso rivestita da due superfici bianche opache in PVC semi-espanso (spessore 1mm), e sono disponibili in diversi spessori. Solitamente per formati superiori a 200 x 300 cm, i pannelli vengono tagliati in due o più parti. Anche i pannelli in sandwich si prestano perfettamente per la personalizzazione, è poi anche possibile aggiungere agli stessi un bordo nero oppure bianco di estrema eleganza. Questi pannelli vengono utilizzati perlopiù in ambienti interni anche per realizzare esposizioni fotografiche e campagne pubblicitarie. Stampati da un solo lato, si prestano anche per l’applicazione di fori o di ganci adesivi sul retro per poter essere appesi.

Continuiamo con la conoscenza della stampa digitale su supporti rigidi con il dibond. I pannelli in dibond sono compositi in alluminio e sono adatti per diverse tecniche di lavorazione quali taglio, piegatura, sagomatura. Il materiale risulta essere un supporto perfetto per la stampa, infatti gode della massima rigidità ed alta stabilità, resiste alla rottura e alla flessione. Per eccellenza, i pannelli dibond, rappresentano il massimo della gamma nel settore della comunicazione e della pubblicità, anche se risultano più costosi rispetto ad altri materiali rigidi come il forex. Si tratta anche di un materiale che ha conosciuto una costante e continua evoluzione, tant’è che oggi trova impiego anche nel settore design, nella ristrutturazione di interni, nell’interior decoration e nel visual merchandising per la realizzazione di display, espositori, stand fieristici.

Anche il cartone rientra in questa categoria della stampa su supporti rigidi, inoltre è facile da sagomare, è ecologico, addirittura viene utilizzato nel settore design, e stampato su e doppia, tripla onda con dimensioni e spessori differenti è una scelta di grande valore per l’azienda anche quando necessita di essere presenta in fiera e proporsi al meglio.

Per una pubblicità veloce a basso costo, si può optare per il polionda, anche e soprattutto per le pubblicità temporanee che non hanno la necessità di dover contare su un impatto grafico eccellente. Il polionda rappresenta sicuramente una scelta ragguardevole per quanto riguarda le comunicazioni in centri commerciali quando ci sono promozioni a tempo, per questo è un’ottima scelta in fatto di costi, facile da forare, piegare, appendere in quanto molto leggero.

Diversamente dagli altri materiali menzionati, dobbiamo dire che la stampa su plexiglass viene eseguita in maniera speculare, specialmente quando si tratta di eseguire le insegne in plexiglass stampati con una tecnica digitale ad alta resistenza, capace di durare molto, ideali sia per gli interni che gli esterni, disponibili in tutte le grafiche accattivanti e realizzabili in ogni idea e stile.

Come funziona la stampa diretta su forex?

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Si parla di stampa diretta su forex in quanto la stampa avviene direttamente su pannelli di forex. Il forex è un pannello in PVC che presenta caratteristiche importanti, in grado di distinguerlo dagli altri materiali per la sua leggerezza. E’ un materiale a cellula chiusa anche molto facile da montare. Il suo colore bianco acceso, è una garanzia per l’ottima resa di stampa ecco perchè viene utilizzato per la stampa diretta. E’ un materiale adatto a diverse tipologie di stampa in quanto risulta essere omogeneo e soprattutto molto piatto. 

Ma non sono solo queste le caratteristiche a rendere il forex un materiale così straordinario, non dobbiamo infatti tralasciare che stiamo parlando anche di un materiale resistente al fuoco e questo è molto importante, soprattutto per le aziende che ne adottano in grandi quantità. La stampa su forex è ideale sia per le aziende il cui bisogno è quello di  ottenere stampe di formato per interni che per esterni. Pertanto si possono realizzare sia fotografie che immagini di grandi dimensioni e cartelloni pubblicitari, che si trovano all’esterno dei grandi centri commerciali o delle aziende, questo perchè  la stampa su forex si adatta perfettamente a tutte le necessità di questa tipologia. 

Ci sono tanti motivi che suggeriscono alle aziende di utilizzare la stampa su forex, anche il rapporto qualità-prezzo è sicuramente ottimo ed è un incentivo per realizzare pubblicità importanti e non solo, e poi la leggerezza, quindi il trasporto facile e sicuro, soprattutto nel momento che i pannelli devono essere installati, dal momento che parliamo sempre di grandi dimensioni. Altra peculiarità, che non deve passare in secondo piano, è che il forex,  non necessita di una particolare manutenzione, non deve quindi essere dipinto e soprattutto è molto facile da mantenere. Altro dato importante da segnalare, che farà sicuramente piacere ai più attenti e sensibili all’ambiente, è che parliamo di  una stampa a risparmio energetico, su materiali riciclabile e riutilizzabili. Oltre a proteggere l’ambiente, il forex funziona anche come isolante e non contiene piombo. Utilizzato  in ambiti esterni, risulta essere impermeabile e non teme l’umidità. E’ anche chimicamente stabile, quindi è un materiale che non arrugginisce. 

Grazie alla stampa diretta, il forex, negli ultimi anni, ha letteralmente sbaragliato il mercato diventando fondamentale per la comunicazione visiva, ritagliandosi una notevole nicchia di mercato, anche per i fattori interessati: comunicazione, edilizia, settore industriale. Grazie alla stampa diretta il risultato è davvero ad un passo dalla perfezione, anzi, nemmeno ad un passo, diciamo che è perfetto al 100%. La tecnica innovativa di alta qualità permette di ottenere una tecnologia superiore, pertanto il risultato è eccellente ed efficace per tutti i settori di utilizzo. Di fatto però il forex viene anche stampato in quadricromia CMYK con inchiostri ad essicazione UV, che garantiscono una lunga durata. Inoltre, i pannelli, successivamente alla stampa,  successivamente alla stampa, possono essere protetti con laccatura o laminazione, che conferiscono una maggiore luminosità e un effetto extragloss all’immagine. Ma non solo, perchè questo processo aggiuntivo serve a proteggere la stampa da eventuali danni come abrasioni oppure graffi.

Il business miliardario dei distributori automatici in Italia

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Il business dei distributori automatici nel nostro Paese vale miliardi di euro. È il caffè il prodotto più consumato presso le vending machine: sono stimati, infatti, circa 2 miliardi e 800mila caffè erogati, ma i numeri del settore sono in crescita. Al secondo posto c’è, invece, il consumo di acqua minerale: in questo caso si sfiorano le 770mila consumazioni. Sono poco più di 220mila le bevande fredde che vengono consumate ogni anno, ma in questo comparto il trend più interessante riguarda le bibite senza zuccheri, in crescita di oltre il 50 per cento.

Tutti pazzi per i distributori automatici

Insomma, va più che bene il mercato dei distributori automatici, che in effetti stanno entrando a far parte sempre di più della nostra vita quotidiana: non solo sul posto di lavoro, ma anche nelle stazioni ferroviarie, nelle scuole e per le strade delle città. I distributori automatici propongono i classici panini e gli altrettanto tradizionali snack, insieme a novità come le vaschette di cibo e la frutta. Nel complesso superano i 12 miliardi di unità le consumazioni ai distributori, e il giro di affari arriva a quasi 4 miliardi di euro. I numeri sono forniti da Confida, l’associazione italiana della distribuzione automatica che fa riferimento a Confcommercio.

World Matic, una realtà consolidata nel settore

Tra le aziende in Italia che mettono a disposizione distributori automatici per le aziende e per gli uffici c’è World Matic, impresa che ha sede a Roma e che garantisce il noleggio di impianti per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Il comodato d’uso gratuito dei Distributori automatici viene assicurato sulla base di formule personalizzate e studiate su misura: distributori che possono erogare di tutto, dalle spremute d’arancia al caffè, dai gelati alle barrette di cioccolato.

I gusti degli italiani

I prodotti freschi fanno registrare numeri positivi: per esempio cresce di oltre il 4 per cento il consumo di tramezzini e di panini, mentre nel caso della frutta si sfiora il 9 per cento. Sorprende in positivo il boom della frutta secca: le bustine di mandorle, noci, nocciole e simili sono in crescita di quasi il 13 per cento per quel che riguarda gli acquisti compiuti presso i distributori automatici. Non male i succhi e i nettari con il 100 per cento di frutta, le cui vendite aumentano di oltre l’8 per cento.

Gli snack dolci e quelli salati

Nella scelta tra gli snack salati e quelli dolci gli italiani sembrano propendere per i secondi, con più di 323 milioni di confezioni acquistate tra le proposte dolci e 265 milioni tra quelle salate. In generale, gli snack coprono i tre quarti del segmento complessivo, mentre sono in rialzo i numeri di vendite dei croissant e del cioccolato: oltre il 5 per cento nel primo caso e quasi il 2 per cento nel secondo. Roma è la città del nostro Paese in cui si concentra il maggior numero di aziende del settore, con più di 400 imprese. Al secondo posto c’è Milano con 353 aziende, seguita dalle 306 di Torino e dalle 304 di Bari.

La crescita in Italia

Milano, per altro, fa registrare dati in controtendenza, se è vero che le imprese di distributori automatici sono calate di oltre il 6 per cento nel giro di 5 anni. Ciò non toglie che la Lombardia resti la prima regione del Paese con quasi 900 tra unità locali e sedi di imprese. Il boom a livello regionale è quello della Puglia: a Taranto c’è stata una crescita in cinque anni di quasi il 212 per cento, mentre a Bari il tasso al rialzo è stato superiore al 125 per cento.

Come funziona il drenaggio linfatico

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La pratica del drenaggio linfatico consiste in una tecnica di massaggio ritmico effettuata con dolcezza il cui scopo è quello di promuovere e stimolare la circolazione della linfa nell’organismo. Ne parliamo con Villa Regina Arco, un punto di riferimento in Trentino e in tutta Italia per la riabilitazione estensiva e per la lungodegenza, con servizi offerti sia in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale che privatamente.

Perché scegliere il linfodrenaggio

A condizione che venga abbinata a una regolare attività fisica aerobica e a uno stile alimentare corretto, la manualità del drenaggio linfatico rappresenta la terapia naturale più efficace a cui si possa ricorrere per contrastare le alterazioni che riguardano il sistema linfatico: si pensi al linfedema, che costituisce una condizione patologica vera e propria, ma anche alla cellulite, che va annoverata nei disturbi correlati alla ritenzione idrica. Oggi il linfodrenaggio deve essere effettuato da fisioterapisti specializzati: la tecnica facilita l’espulsione dai tessuti dei liquidi linfatici e promuove la circolazione linfatica.

Il linfodrenaggio del braccio

Il drenaggio linfatico si può rendere necessario per gli arti superiori quando i pazienti sono stati privati dei linfonodi ascellari per una radioterapia o a causa di un tumore alla mammella. Nel momento in cui le stazioni linfonodali vengono eradicate, la linfa si blocca a livello del braccio: con il passare del tempo si può innescare la sindrome del braccio grosso. È molto importante, da questo punto di vista, svolgere una prevenzione adeguata. Sin dai primi tempi successivi alla linfoadenectomia sarebbe importante sottoporsi a cicli di linfodrenaggio: se è vero che i linfedemi non sono pericolosi, è altrettanto vero che possono diventare invalidanti se non vengono trattati in modo rapido, per esempio aumentando di dimensioni, limitando lo svolgimento di attività quotidiane o causando infiammazioni.

Il linfodrenaggio con bendaggio

Il linfodrenaggio con bendaggio è un accorgimento a cui si ricorre nei casi di maggior gravità dei linfedemi: i bendaggi elasto-compressivi sono realizzati a partire dalle teste metatarsali e raggiungono l’inguine o il ginocchio. Questo serve a impedire che l’edemi aumenti: nel caso in cui le bende siano sovrapposte in modo appropriato, la pressione che si applica agevola il ritorno venoso perché comprime le strutture muscolari. Il bendaggio – sempre che sia confezionato come si deve – è la tecnica migliore, tra quelle che possono essere abbinate al drenaggio linfatico, per ridurre gli edemi. D’altro canto, qualora venga realizzato in modo sbagliato, ci possono essere effetti collaterali anche gravi, tra i quali la trombosi venosa, le lesioni nervose o le ischemie cutanee. Da ciò si può intuire per quale motivo l’applicazione del bendaggio debba essere delegata unicamente a personale sanitario esperto e con una preparazione adeguata.

Che benefici si ricavano dal drenaggio linfatico

Il paziente già dopo la prima seduta si ritrova alle prese con una sensazione di leggerezza e di sollievo molto piacevole: la consistenza della cute migliora, così come quella dell’edema, e la diuresi aumenta. A mano a mano che il tempo passa, poi, i diametri si riducono in misura consistente.

Il disturbo del sistema linfatico nelle gambe

Gli arti inferiori sono la parte del corpo in cui il disturbo del sistema linfatico si concretizza in modo più evidente, sotto forma di linfedemi primari e secondari, di cuscinetti adiposi e di pelle a buccia di arancia. Anche la sensazione di gonfiore alle gambe e quella di pesantezza delle caviglie sono una conseguenza di tale disturbo. In tali circostanze si può intervenire con il linfodrenaggio in modo da agevolare il deflusso della circolazione linfatica. Il trattamento dura più o meno tre quarti d’ora, ed è preceduto dalla misurazione dei diametri delle parti su cui si deve intervenire.

Tè Matcha: l’elisir giapponese di giovinezza

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Un tè verde, ma non uno qualsiasi, bensì una bevanda ricchissima di sostanze benefiche per l’organismo come vitamine ed antiossidanti. È il Mat-cha, considerato universalmente come una sorta di “elisir di giovinezza”, uno dei segreti di longevità dei nipponici. Si tratta, infatti, di un tè verde molto antico (risale al X secolo) portato in Giappone da un monaco cinese e che si presenta in maniera diversa rispetto agli altri tè, poiché è in polvere finissima e compatta, tanto da essere soprannominato “cacao verde”. Noto anche per essere la bevanda utilizzata durante “la cerimonia del tè”, possiede tante altre caratteristiche interessanti: scopriamo insieme quali sono.

Il colore verde brillante e il metodo di coltivazione

La prima caratteristica del tè Matcha, che colpisce soprattutto gli occidentali, è il suo colore verde brillante, insieme con la sua consistenza in polvere. Il colore non è assolutamente artificiale, ma è dovuto al suo particolare metodo di coltivazione, chiamato kabuse: in pratica, una messa in ombra della piantagione. Le piante di tè vengono coperte con panni traspiranti ma piuttosto scuri, che fanno trapelare soltanto il 40-50% dei raggi di sole. In tal modo la parziale oscurità consente lo sviluppo della clorofilla, che conferisce il colore verde brillante alle foglioline di tè. Dopo essere state raccolte, queste foglioline di varietà Ten-cha (che di solito non danno vita a tè bevuti tal quali) vengono scelte solo in base al cuore, eliminando le venature e i rametti, stufate a vapore, essiccate e poi macinate con appositi macchinari o con pietra di mola, fino ad un’ora ogni 40 grammi di prodotto! Ecco perché si viene a creare una polvere finissima e compatta e perché questo tè non è dei più economici. 

Tutti i benefici del tè Matcha

 Il tè Matcha possiede molteplici effetti benefici per la salute, tutti provati scientificamente. Per le sue proprietà antiossidanti ed antiage, viene inserito nell’elenco dei “super food”, come i mirtilli, le bacche di goji, la quinoa, la curcuma etc. La lavorazione kabuse permette in effetti di aumentare considerevolmente la quantità di clorofilla delle foglie, e con essa aumenta la quantità di catechine, polifenoli e vitamine. Un polifenolo particolarmente efficace all’interno del Matcha è l’Egcg (Gallato di epigallocatechina) che sarebbe responsabile del rallentamento dell’ossidazione cellulare e della prevenzione delle mutazioni delle stesse cellule, abbattendo il rischio di neoplasie e rallentando l’invecchiamento. Ma questo tè speciale contiene anche aminoacidi come la l-theanina, che riduce lo stress psicologico agendo sulle onde alfa cerebrali; vitamine come la C, che contribuiscono al drenaggio di tossine e liquidi in eccesso; l‘acido glutammico, che stimola le cellule nervose per un effetto energizzante, e la clorofilla, che depura il sangue dai metalli pesanti. Non tutti però possono consumarlo, dal momento che contiene caffeina e che alcune sue componenti possono interferire con determinati medicinali.

Come si prepara il tè Matcha

La preparazione di questo speciale tè verde non va confusa con le normali infusioni in teiera a cui i consumatori di tè sono abituati. Essa richiede infatti un procedimento tutto dedicato. Innanzitutto serve quello che viene chiamato chasen, cioè una frusta in bambù. Chi non ha il chasen utilizza un cucchiaino, di solito, ma il risultato finale della bevanda non sarà lo stesso. I puristi utilizzano poi tazza in terracotta e cucchiaino in legno creati proprio per il Matcha: rispettivamente chawan e chasaku. Gli ingredienti base per ottenere una buona tazza di tè Matcha sono: acqua calda sugli 85 gradi e polvere di tè. Si comincia emulsionando un po’ di acqua calda in un cucchiaino circa di polvere, fino ad ottenere una cremina densa, poi via via si aggiunge sempre più acqua e si frulla energicamente con il chasen, effettuando movimenti a forma di “M” e non rotatori. Il Matcha può essere preparato anche con il latte di mucca o con i latti vegetali, e viene impiegato anche in cucina come ingrediente per moltissimi piatti; per acquistarlo è preferibile rivolgersi a negozi specializzati in tè, infusi e tisane o a e-commerce di vendita tè online.

Adesivi in pvc: meglio sagomati o squadrati?

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Gli adesivi in pvc possono essere sagomati oppure squadrati, per capire meglio quindi quali utilizzare andiamo a vedere nel dettaglio le differenze.

L’adesivo in PVC (o Vinile) è uno dei supporti più utilizzati nell’ambito della grafica digitale e della stampa pubblicitaria grande formato. Il motivo riconduce alla grande versatilità che ne fa di questi adesivi un materiale adatto a diverse applicazioni su vetrofanie, cartellonistica (per interni ed esterni), automezzi e pannelli rigidi ( alluminio, forex, polionda, policarbonato, alveolare, plexiglass, ecc).

Qual’è la differenza tra gli adesivi sagomati e quelli squadrati?

Gli adesivi squadrati sono di formati prestabiliti e corrispondono alle dimensioni standard dei fogli: A4, A5, A6, A5L, 98×210 cm, A3, 35×50 cm, 50×75 cm, 75×100 cm, ecc. Ogni foglio corrisponde all’adesivo.

Etichette in pvc o adesivi?

Mentre le etichette sono adatte per formati piccoli e molto piccoli, ad alte tirature, gli adesivi in pvc sono adatti ai grandi formati, da un minimo di 15×15 centimetri. E poi ovviamente cambia il materiale. Dagli adesivi per superfici piane, che i sono i più comuni, si possono trovare vinili monomerici o polimerici ma anche le pellicole elettrostatiche e magnetiche che hanno la particolarità di non venire incollate, bensì di essere applicate su appositi materiali ai quali aderiscono per le loro proprietà e dunque di poter essere riutilizzate ogni volta che si vuole.

Adesivi in PVC personalizzati

Si possono creare adesivi in pvc personalizzati anche con sagomatura con mezzo taglio multipla o singola, ovvero l’adesivo fornito su fogli o singolarmente.

Oppure si può anche scegliere tra il bianco lucido o bianco opaco, la colla bianca semplice o la colla coprente, per evitare trasparenze sottostanti. Quando si ha la necessità di creare i propri adesivi, si possono scegliere davvero tante opzioni.

Quali sono le tipologie di adesivi in PVC?

Nonostante gli adesivi in PVC siano i più utilizzati, è bene sapere che gli stessi risultano essere soggetti all’azione degli agenti atmosferici e della luce del sole. Per aumentare quindi la loro durata, si consiglia l’applicazione di un filtro, una pellicola plastica applicata successivamente alla fase di stampa. Il filtro di protezione può avere una finitura lucida od opaca.

Quando è possibile richiedere il taglio sagomato?

L’adesivo a base bianca è il formato più diffuso in assoluto. La stampa avviene su vinile monomerico e risulta essere più facile da applicare rispetto al polimerico che, viceversa, ha una durata maggiore ed è un materiale di qualità più elevata. La stampa avviene solo sul fronte ed è possibile richiedere il taglio sagomato al fine di ottenere forme irregolari. Le parti non stampate restano ovviamente bianche. Questa tipologia di adesivo è adatta per vetrine, automezzi, superfici piane in generale. Solo sagomabile è l’adesivo prespaziato, utilizzato per scritte ed elementi vettoriali. Partendo da una pellicola adesiva colorata, si procede all’intaglio della stessa. C’è poi una tipologia particolare di adesivo prespaziato ed è il sabbato, che presenta la caratteristica di far trasparire la luce ma non permette di vedere all’interno e conferisce un effetto elegante alla superficie e al contesto nel quale viene applicato.

Allarmi senza fili, come migliorare la protezione della propria casa

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Quando arriva il momento di comprare un antifurto, sempre più utenti decidono di orientarsi verso un sistema di allarme senza fili. Come si può facilmente intuire, in effetti, la mancanza di cavi garantisce una lunga serie di benefici, a cominciare dal fatto che per l’installazione non c’è bisogno di realizzare tracce nei muri. Questo può apparire un aspetto di poco conto, ma in realtà è di fondamentale importanza, poiché consente di evitare molti fastidi, dalla quantità di polvere che viene prodotta ai rumori.

I vantaggi offerti da un antifurto wireless

Chi decide di installare un impianto di allarme casa senza fili spesso opta per questa soluzione anche per approfittare della notevole semplicità di configurazione che i sistemi wireless assicurano. E lo stesso si può dire per una eventuale riconfigurazione, come quella che si potrebbe rendere necessaria nel caso in cui i sensori dovessero essere spostati. Le centrali digitali moderne, poi, garantiscono la massima facilità di utilizzo, e in più mettono a disposizione la possibilità di controllo remoto. Non è un caso che i sistemi più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico prevedano la disponibilità di applicazioni per consentire la gestione a distanza attraverso lo smartphone.

Gli elementi che compongono un impianto senza fili

Il componente principale di un impianto di allarme senza fili è rappresentato dalla centrale, che fa sì che l’antifurto possa funzionare anche in assenza di energia elettrica, grazie a un alimentatore e a una batteria di back up. Per captare i tentativi di intrusione occorrono i rivelatori, mentre non può mancare una tastiera – o un telecomando, a seconda dei casi – come dispositivo di comando locale. Il combinatore telefonico e la sirena rientrano nella categoria dei dispositivi di allarme, mentre i dispositivi di comando remoti sono rappresentati dalle app, che di solito sono fruibili sia da iPhone che da smartphone con sistema operativo Android.

L’importanza della centrale in un impianto di allarme

Il cuore e al tempo stesso il cervello di un sistema di antifurto sono racchiusi nella centrale, che riceve i segnali dei rivelatori e in presenza di un allarme fa entrare in azione i dispositivi. La centrale consiste in una sorta di armadietto in metallo le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di una scatola di scarpe. Al suo interno si trovano la batteria di riserva, l’elettronica e – in alcuni casi – un dispositivo di comando, cioè una tastiera che permette di attivare l’allarme o di disattivarlo.

Le caratteristiche della centrale

A prescindere dal tipo di centrale con cui si ha a che fare, a ciascun rivelatore deve corrispondere una zona specifica della centralina. Grazie a questa prerogativa, se si dovesse verificare un guasto a essere esclusa sarebbe unicamente una parte dell’impianto. A volte la centrale può includere un codice anti-rapina: nel momento in cui esso viene digitato, il combinatore telefonico trasmette un segnale di allarme silenzioso. Infine, è indispensabile che la centralina possieda una batteria ad accumulatori, così da poter funzionare anche quando l’energia elettrica viene a mancare.

Le soluzioni di Beta Elettronica

Con l’azienda Beta Elettronica si può essere certi di proteggere la propria abitazione nel migliore dei modi. Questo marchio, infatti, propone un allarme wireless multifunzionale, che non solo rileva intrusioni da parte di estranei e tentativi di effrazione, ma ha anche la capacità di segnalare fughe di gas, allagamenti o fumo. Volendo, è possibile collegare il sistema con una centrale operativa allo scopo di verificare quello che sta succedendo in tempo reale. Il sito di Beta Elettronica consente a chi lo desidera di calcolare un preventivo direttamente online.

Comprare casa da privato o in agenzia: pro e contro

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Quando si è in cerca di una casa da acquistare il ricorso a un’agenza immobiliare è sempre la soluzione migliore? Porsi questa domanda non è un esercizio retorico, ma è utile anche per capire se e quanto si potrebbe risparmiare rivolgendosi direttamente a privati. In effetti, proprio il desiderio di spendere meno è la ragione principale per la quale parecchi aspiranti compratori decidono di rinunciare ai servizi che un’agenzia mette a disposizione. Vale la pena di sapere, a tal proposito, che in genere la commissione richiesta dall’agenzia va a percentuale, in proporzione al valore della casa, e quindi si può trattare anche di migliaia di euro.

L’assenza di intermediari

Un altro motivo per cui si valuta l’ipotesi di fare a meno di un’agenzia ha a che fare con l’assenza di intermediari necessari per giungere a un accordo da stipulare con il venditore. Nel momento in cui le intermediazioni vengono meno, si beneficia di una diminuzione dei tempi di attesa che l’acquirente è costretto a sopportare. Inoltre, il venditore può fornire i propri feedback fin dal primo momento, e il tutto si basa su un rapporto di fiducia e di stima che è una garanzia per il buon esito dell’affare. Per di più, i venditori hanno la possibilità – e la responsabilità – di decidere in che modo presentare il proprio immobile.

Perché conviene scegliere un’agenzia immobiliare

D’altro canto, se così tante persone decidono di fare affidamento sui servizi assicurati da un’agenzia immobiliare, un motivo ci dovrà pur essere. A cominciare, per esempio, dalla grande mole di documenti che devono essere gestiti e che rischiano di mettere in crisi chi non è molto avvezzo a incombenze burocratiche e formalità di vario genere. Insomma, scegliere un immobile tra gli annunci e le inserzioni è solo il primo passo di un iter che si rivela senza dubbio complesso e piuttosto intricato: per questo motivo poter contare su un esperto del settore al proprio fianco è un aiuto da non sottovalutare.

Cosa potrebbe succedere comprando casa da un privato?

Di certo se si sceglie di contattare in modo diretto un privato non si hanno molte garanzie: per esempio si sa ben poco a proposito della storia dell’immobile, e inoltre il venditore potrebbe celare caratteristiche e difetti della casa che finirebbero per emergere troppo tardi. Non solo: i tempi di acquisto rischiano di essere molto lunghi senza il supporto di un’agenzia immobiliare, e in più c’è da tener conto delle lunghe file che si sarà costretti a sobbarcarsi nei vari uffici per la richiesta dei documenti.

Come trovare la casa giusta

Un’agenzia è utile per riuscire a trovare l’abitazione più in linea con le proprie esigenze. Digitando su Google “cerco casa parma”, per esempio, ci si può imbattere nei servizi che vengono offerti da CasaSmart, che mette a disposizione una vasta gamma di tecnologie e di strumenti di ultima generazione a supporto della clientela. Basti pensare alle riprese aeree Gopro Karma fly, ma anche al Virtual Tour. La professionalità è garantita anche dalla fornitura di report comparativi che permettono di avere un quadro ben chiaro della situazione del mercato e delle quotazioni del momento.

Niente truffe

Infine, con l’intermediazione di una agenzia si ha la certezza di scongiurare il rischio di truffe. In pratica, operare in autonomia conviene solo in alcuni casi, e cioè quando si conosce bene il venditore e ci si può fidare di lui. A condizione che si sia ben consapevoli di tutte le procedure che devono essere seguite, degli adempimenti di cui ci si deve occupare e dei controlli che è necessario effettuare.

Video lezioni di lingua su skype: costi e vantaggi

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Vuoi seguire delle lezioni di lingua via skype? Temi che abbiano dei costi esorbitanti? Leggi l’articolo e scopri il costo e tutti i vantaggi delle video lezioni in lingua su skype.

Oggi, sempre più persone, fanno buon uso delle video lezioni di lingua via skype. Questo perché, a causa del poco tempo a disposizione, seguire in aula risulta davvero molto problematico. Grazie alla piattaforma skype è possibile seguire qualsiasi tipologia di lezione stando comodamente a casa.

Scopri con noi i costi e i vantaggi delle video lezioni di lingua su skype.

VIDEO LEZIONI IN LINGUA VIA SKYPE: ecco cosa sapere

Molte persone sono ancora molto scettiche riguardo all’efficacia dei corsi online. In realtà, al giorno d’oggi, risultano essere molto utili. Infatti, grazie alla mille possibilità di corsi in commercio, è possibile seguire tantissime tipologie di lezioni online.

Molti corsi offrono la prima lezione in modo gratuito. Questo permette di valutare e testare, in modo diretto, la tipologia proposta e decidere, quindi, se acquistare il corso o meno.

Ma quali sono le differenze tra seguire un corso in aula, via skype o a domicilio?

  • Durante le video lezioni, anche se non sei fisicamente accanto al professore e ad altri alunni, puoi comunque interagire con gli altri partecipanti, scambiare opinioni e porre domande;
  • anche se si è davanti ad uno schermo, si può cadere in errore a pensare che magari ci si distrae più facilmente. In realtà, non è così perché seguire una video lezione su skype è come partecipare ad una lezione faccia a faccia. Quindi, l’attenzione è sempre abbastanza alta;
  • seguire via skype è un vantaggio non solo per gli studenti, ma anche per i professori che hanno l’agenda piena di impegni e vogliono pianificare ad hoc le loro giornate lavorative;
  • in una lezione in aula può capitare di rimanere indietro su un determinato argomento. Grazie al corso online, invece, tutte le volte che vuoi la parte della lezione che ti è poco chiara.

Ovviamente, l’efficacia e il successo delle video lezioni dipendono tutta dalla propria motivazione di conseguire un corso. Ma questo vale anche per un corso tradizionale.

Ma cosa occorre per seguire una video lezione in lingua? 

  • un computer con una webcam e un microfono;
  • una buona connessione a internet affinché il corso si svolga senza intoppi;
  • l’applicazione Skype che è possibile scaricare tramite download gratuito. Con questa piattaforma è possibile chiamare in videoconferenza dal proprio computer, tablet o smartphone. Basta semplicemente creare un account e accedere alla video lezione;
  • conto paypal per eseguire, con maggiore sicurezza, i pagamenti a distanza. Gratuito, semplice, sicuro e veloce e non occorre nemmeno l’iban.

Per quanto riguarda, invece le tariffe, è possibile stabile a priori la cifra che si vuole spendere. Ed inoltre, è stato dimostrato che, i costi delle video lezioni hanno un costo inferiore rispetto a quelli in aula e a quelli delle lezioni private.

Quindi, le video lezioni in lingua via skype, offrono molti vantaggi. Infatti:

  1. non vi è nessuna perdita di tempo. Le lezioni sono registrate quindi in qualsiasi momento è possibile seguire il proprio corso online;
  2. vi è più economia in termini di trasporti, proprio perché le lezioni possono essere seguite tranquillamente da casa;
  3. non c’è nessun limite geografico. Infatti, puoi seguire tutti i corsi a distanza;
  4. si ha una maggiore flessibilità in quanto decidi tu a che ora seguire le lezioni.