Moda, trend 2018: le scarpe stringate da donna

Published by:

Le scarpe stringate sono appannaggio esclusivo degli uomini? Le tendenze della moda degli ultimi tempi dicono di no: lungi dall’essere una prerogativa del cosiddetto sesso forte, queste calzature oggi vengono indossate senza problemi e con piacere anche da donne di tutte le età, che non faticano a individuarvi un gusto classy di primaria importanza. Quel che è certo è che si tratta di modelli che meritano di essere annoverati tra i must have del 2018, come rivelano i principali trend di questi mesi. E chi pensa che si tratti di calzature adatte solo al giorno sbaglia: sono perfette anche dopo il tramonto, per molteplici occasioni.

Come sceglierle

Appurato il ritorno alla ribalta delle scarpe stringate da donna, resta da capire quali siano i fattori da tenere in considerazione per sceglierle e, più nello specifico, quali siano i modelli da privilegiare in vista di un acquisto. Le proposte non mancano, sia che si sia amanti del tacco sia che ci si accontenti di calzature basse. Per trovare un paio di scarpe adatte alle proprie esigenze non bisogna tenere conto unicamente del fattore estetico, ma è opportuno pensare anche alle proprie abitudini, riflettendo su come, dove e quando quelle scarpe dovranno essere impiegate. Le stringate con il tacco si caratterizzano per un fascino unico in grado di sedurre tutti: il tacco grosso è un must per gli incontri di lavoro, per le cene aziendali e per gli appuntamenti galanti, ma nulla vieta di ricorrervi anche per la normale vita quotidiana in ufficio.

L’eleganza è nei dettagli

La moda e le mode ci insegnano che il segreto della bellezza spesso si nasconde in quei dettagli e in quei particolari che solo in apparenza passano inosservati ma che, in realtà, sono molto importanti: basti pensare, per esempio, alle suole con i dettagli in oro o a qualsiasi altro decoro in grado di far la differenza. Lo stesso dicasi per la vernice, il cui effetto lucido si dimostra adatto a molteplici contesti. La suola black and white, a sua volta, è un must have per il guardaroba di ogni fashion addict che si rispetti: può sembrare banale, ma l’effetto di contrasto tra il bianco e il nero è sempre di successo.

Come abbinare le scarpe stringate da donna

Un paio di scarpe stringate può essere valorizzato in maniera efficace con il giusto abbinamento: una minigonna o dei jeans, ma anche un top o una camicia scollata. Di certo questi modelli sono perfetti in tante circostanze e situazioni: per il tempo libero e per le passeggiate con le amiche, ma anche per l’ufficio, per le serate romantiche, e così via. In qualsiasi momento della giornata si può essere alla moda senza rinunciare alla praticità e al comfort. Non è detto, insomma, che per mettere in risalto la propria femminilità si sia costrette ad arrampicarsi su tacchi a spillo infiniti che mettono a serio rischio la salute della colonna vertebrale e della cervicale a causa di posture non proprio perfette.

In una scarpiera le stringate da donna non possono certo essere assenti: anzi, spesso rappresentano il punto di partenza di un look. Invece di decidere quali calzature sono più adatte alla camicia che si vuole indossare, perché non rovesciare il punto di vista e decidere quale camicia è più adatta alle scarpe a cui non si vuole rinunciare? Si tratta di un ribaltamento della prospettiva che è molto più efficace di quel che possa sembrare, e che può rivoluzionare le nostre abitudini nel vestirci e nel curare il nostro aspetto

Come ricorrere alla depilazione laser inguine

Published by:

Il ricorso alla luce pulsata può rappresentare la soluzione definitiva per dire addio ai peli di troppo in corrispondenza della zona inguinale. Nel momento in cui scegli la depilazione laser inguine per un trattamento totale, la luce pulsata ti garantisce i risultati che ti attendi senza rischi: essa fa riferimento all’adozione di una particolare lampada allo xenon, attraverso la quale possono essere bombardati da un fascio di luce i bulbi piliferi che sono destinati a essere annientati. Il laser emette un livello di energia che cambia in funzione della tipologia di intervento che deve essere portata a termine, la quale a sua volta varia in base alla zona su cui si deve intervenire e alle caratteristiche dei peli. Altri fattori che è bene tenere in considerazione per modulare la depilazione laser inguine sono la presenza di eventuali disfunzioni ormonali e l’assunzione di particolari medicinali in grado di provocare l’irsutismo.

I vantaggi offerti dalla luce pulsata per la depilazione

Occorre tener presente che dopo che ci si è sottoposti a un trattamento di luce pulsata è preferibile non esporre la zona alla luce diretta del sole e non frequentare bagni turchi o saune. In linea di massima, comunque, sono ben pochi gli effetti collaterali che sono connessi al ricorso alla luce pulsata in qualità di metodo di depilazione permanente. Nel caso in cui il trattamento venga effettuato in modo appropriato da un professionista del settore, l’impatto sulla pelle è decisamente limitato: nel giro di due o tre giorni spariscono gli eventuali rossori che si dovessero presentare, mentre non si ha a che fare con nessun tipo di dolore. Al massimo si avverte una sorta di pizzicore fastidioso, che tuttavia non ha nulla a che vedere con i disagi correlati alla depilazione con elettrolisi o, ancora peggio, con gli effetti traumatici di una ceretta a freddo o a caldo.

Un altro dei pregi della luce pulsata per la depilazione laser inguine consiste nella precisione che viene assicurata dal fascio di luce: è lo stesso operatore a impostarla prima della seduta, e questo permette di intervenire con la massima accuratezza sui bulbi piliferi dell’area su cui si vuole intervenire. Per quel che riguarda la durata e il numero delle sedute, tutto dipende da quanto è grande la zona che deve essere trattata, ma le variabili in gioco sono tante: la struttura del pelo, per esempio, ma anche il numero di peli. Per l’inguine, in genere, non ci vogliono più di cinque sedute, ma va notato che deve passare almeno un mese tra una seduta e quella successiva, visto che l’area è comunque sottoposta a un lieve trauma da cui si deve riprendere. Ogni trattamento, inoltre, dura in media tra i 30 e i 60 minuti.

Chi deve evitare la luce pulsata

Se è vero che non è pericolosa, è altrettanto vero che la luce pulsata è vietata a chi soffre di malattie cardiache e alle donne che aspettano un bambino. Inoltre, deve essere evitata dalle persone epilettiche, da quelle diabetiche, da quelle fotosensibili e da quelle che spesso hanno a che fare con l’herpes o con altre malattie della pelle contagiose. A volte i melanociti possono essere danneggiati per colpa del fascio di luce e lasciare delle cicatrici o delle macchie di colore biancastro che, in ogni caso, sono destinate a sparire nel giro di breve tempo. 

Come districarsi nel mondo del risparmio in Italia

Published by:

risparmio bancario italia

Alzi la mano chi entrando in una banca non si è mai sentito dire, più o meno apertamente, “o sottoscrivi i nostri prodotti o puoi anche andare via insieme ai tuoi soldi!”.

E sapete a quali prodotti fanno riferimento? In pole position abbiamo obbligazioni, fondi comuni di investimento o polizze assicurative, ovvero prodotti che non brillano per la tutela del consumatore. Perché diciamo questo? Entriamo brevemente nel merito di questi tre prodotti. Le obbligazioni sono un titolo di debito emesso da società o da enti pubblici che attribuisce al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente, più un interesse su tale somma, ma  non garantiscono il rimborso da parte delle banche se queste si dovessero trovare in difficoltà. I fondi di investimento sono uno strumento finanziario paragonabile a un grande salvadanaio dove confluiscono le risorse di piccoli e grandi risparmiatori che vengono gestite da una società di gestione degli investimenti: qui si ha come unica certezza il guadagno del collocatore senza sapere quasi mai dove vengono investiti i propri soldi. Dulcis in fundo, le polizze assicurative, che non sempre garantiscono il capitale versato, che oltretutto è decurtato da copiose commissioni iniziali.

Vi starete chiedendo perché allora vengano proposti con così tanta insistenza: una delle ragioni di questo comportamento è che la situazione di tassi a zero ha ridotto il loro margine di guadagno, che non è altro che la differenza tra i tassi applicati sui depositi e quelli applicati sui finanziamenti. Vengono quindi proposti investimenti sempre più complessi, che hanno un meccanismo di remunerazione legato a scommesse sull’andamento di indici, valute e panieri di titoli: sicuramente tra gli obiettivi non c’è quello di trasparenza nei confronti del cliente!

A questo punto la domanda sorge spontanea: esistono delle alternative che permettano al consumatore di difendersi dalle perdite del potere di acquisto del denaro? La risposta è sì: il Conto Deposito.

Forse non tutti sanno che i conti deposito sono uno strumento semplice, che può avere durata molto breve (anche pochi mesi), a basso rischio e non soggetto a fluttuazioni di prezzo di mercato: vengono infatti stabilite ex ante durata e remunerazione.

Inoltre, il Conto Deposito può essere aperto anche online e per lo più vanta l’assenza di costi: più precisamente l’unico costo da sostenere è quello imposto dallo Stato, mentre quelle di apertura e chiusura conto, così come quelle di prelievo e versamento e persino le penali per svincolo anticipato sono nella maggior parte dei casi nulle. Nel caso in cui non si ha dimestichezza con il web si può ricorrere all’iuto di consulenti finanziari indipendenti che, senza conflitto d’interessi, possono consigliare il risparmiatore mostrandogli una completa panoramica del mercato del risparmio.

E dopo quello che si siamo detti non è difficile immaginare perché non troviamo il Conto Deposito nella Top Ten delle proposte delle banche! Non è infatti un prodotto molto remunerativo (per loro!) in periodi di bassi tassi di mercato.

Da Baggio a Verdi, passando per Diamanti, gli assi del Bologna

Published by:

calcio

calcioDa ormai molti decenni Bologna è una città di sport dove spiccano due attività principali. La prima è il basket, con due società storiche come la Fortitudo e la Virtus, e la seconda è il calcio, dove rimarrà per sempre vivo il ricordo dello ‘squadrone che faceva tremare il mondo‘, ossia il Bologna degli anni ’30. Vincitore di sette Scudetti, l’ultimo dei quali nel 1964, il club felsineo è una realtà storica del calcio italiano e, sebbene adesso navighi nelle zone calme della classifica di Serie A, ha saputo rialzarsi spesso dalla crisi dopo essere retrocessa in Serie B e addirittura in Serie C1. Con il campionato di Serie A 2017-18 che sta per chiudersi, il club rossoblù archivia un’altra stagione di alti e bassi nella quale si sta per proclamare campione la Juventus, favorita dai pronostici delle scommesse sulle manifestazioni sportive del calcio italiano.

Tuttavia, anche quest’anno nel club felsineo si è avuta l’impressione di aver assistito all’esplosione di un calciatore di livello elevato: stiamo parlando di Simone Verdi. Nato in provincia di Pavia nel 1992, il numero 9 rossoblù ha trovato la sua dimensione al Dall’Ara e quest’anno si è reso protagonista di una stagione importante, segnando 9 reti in 32 partite ma soprattutto dando dimostrazione di saper coprire molti ruoli in attacco. Abile nel dribbling e negli smarcamenti, Verdi è la classica seconda punta mobile che spacca gli equilibri e sa anche andare in rete. Quest’anno l’ex Empoli proveniente dal vivaio del Milan si è distinto soprattutto per essere riuscito ad andare più volte in rete nella stessa partita segnando due goal su punizione con entrambi i piedi, qualcosa di assolutamente eccezionale.

L’esplosione del talento pavese, cercato insistentemente dal Napoli a gennaio e forse diretto all’Inter l’anno prossimo, è soltanto l’ultima manifestazione delle abilità di un calciatore fuori dalla norma al Dall’Ara. Negli ultimi vent’anni i tifosi del Bologna sono stati abituati a vedere dei calciatori di un certo livello e si sono fatti la bocca buona. Tra tutti, ovviamente, va ricordato Roberto Baggio, fantasista d’altri tempi e per molti miglior giocatore italiano di sempre. Nella stagione 1997-98, quella prima del mondiale di Francia, il Divin Codino mise a referto la sua miglior stagione di sempre dal punto di vista realizzativo, andando in goal 22 volte in 30 partite, qualcosa che a Bologna non avrebbero visto più. Bistrattato alla Juventus e all’Inter, Baggio trovò proprio a Bologna l’affetto e la tranquillità necessaria per riprendersi la nazionale e andare poi all’Inter, dove avrebbe continuato a incantare.

Dopo di lui e prima di Verdi, al Dall’Ara è transitato un altro talento senza freni, quell’Alessandro Diamanti capace di incastonare gemme su punizione e di inventare giocate impensabili per gli altri. Mancino e poco avvezzo ai tatticismi, anche il fantasista toscano ha vissuto le sue migliori stagioni al Bologna, guadagnandosi anche la partecipazione all’Europeo 2012 con l’Italia di Cesare Prandelli, quando trasformò il rigore decisivo nella serie dei quarti di finale contro l’Inghilterra.

Verdi, dopo Baggio e Diamanti, è l’ennesima riprova che a Bologna il talento non si spreca mai.

Atto di rinuncia all’eredità: come fare?

Published by:

Atto notarile notaio a Roma

La legge consente di scegliere entro tre mesi se accettare i beni ereditati o fare un atto di rinuncia all’eredità (artt. 519 e segg. codice Civile). Questo perché insieme al patrimonio del defunto si ereditano anche i debiti, con il rischio di doverli pagare di tasca propria. Se i debiti sono superiori al patrimonio lasciato dal defunto, occorre rinunciare all’eredità in fretta.

L’atto di rinuncia all’eredità è una dichiarazione espressa e formale che può essere resa davanti:

  • a un Notaio a Roma tramite atto notarile,
  • oppure con una dichiarazione consegnata nella cancelleria del Tribunale del luogo ove il defunto aveva il domicilio e dunque dove si è aperta la successione.

Non è possibile rinunciare solo a una parte dell’eredità e accettare l’altra, è totale.

Dopo l’atto di rinuncia all’eredità, bisogna trovare un nuovo erede, e secondo la legge si può fare attraverso diversi sistemi alternativi.

Se c’è un testamento, è probabile che il testatore abbia indicato un sostituto, altrimenti si procede con la “rappresentazione”: se il primo erede designato è un figlio, fratello/sorella del defunto, l’eredità viene offerta ai discendenti di chi ha rinunciato. Anche questi ultimi possono scegliere se accettare o meno.

Quando non viene attuata neppure la rappresentazione, nel caso di più eredi designati, la legge prevede l’accrescimento della quota ereditaria del rinunziante a favore degli altri coeredi se almeno uno di essi ha accettato l’eredità.

Altro sistema per il notaio a Roma è l’individuazione dell’erede secondo le regole della successione legittima, che prevede una serie di possibilità alternative, dai parenti più prossimi fino ai più lontani.

In mancanza di altri possibili successori l’eredità viene attribuita allo Stato.

Tra accettare e rinunciare all’eredità c’è una terza opzione: l’accettazione con beneficio di inventario. Essa consente di rispondere dei debiti solo entro il valore dei beni ereditari. Va fatta entro 40 giorni, in caso contrario è considerato erede puro e semplice.

In caso di eredi minorenni, l’atto di rinuncia all’eredità, deve essere presentato da entrambi i genitori, mentre nel caso di eredi interdetti, inabilitati o minori, va richiesta dal tutore o dal genitore, previa richiesta di autorizzazione al Giudice Tutelare del luogo di residenza dell’erede.

Costo atto di rinuncia all’eredità a Roma

L’atto di rinuncia si può presentare davanti ad un qualsiasi notaio di Roma.

I costi della rinuncia sono i seguenti:

  • 16 euro per la marca da bollo da apporre sull’atto;
  • 200 euro per la tassa di registrazione, da versare all’Agenzia delle Entrate tramite modello F23.
  • parcella del notaio.

Come scegliere l’aspirapolvere più giusto per te

Published by:

Per capire qual è l’aspirapolvere più adatto alle tue esigenze, devi valutare prima di tutto in che modo hai intenzione di utilizzarlo, e cioè a quali impieghi esso sarà destinato. Per esempio, se la tua necessità primaria è solo quella di pulire le piastrelle o i pavimenti, ti puoi accontentare di un modello a traino caratterizzato da un livello elevato di potenza. Si tratta di un tipo di aspirapolvere che mette a tua disposizione tutti gli accessori che ti servono per raggiungere anche i punti che in apparenza sembrano più ostici e tutti quegli angoli in cui non potresti mai arrivare con una scopa normale.

Nel caso in cui tu voglia optare per un modello convenzionale e rinunciare a un aspirapolvere verticale, non dimenticare di verificare la possibilità di fermare la spazzola che si trova al di sotto della scopa, in modo tale che tu possa sfruttare unicamente l’aspirazione. In caso contrario, potresti rischiare di spargere la polvere, ottenendo l’effetto esattamente opposto a quello che desideri, o addirittura di graffiare il pavimento. Con un Folletto questo pericolo è scongiurato: clicca qui se hai bisogno di sacchetti Folletto originali.

Come pulire i tappeti

Nel caso in cui la tua abitazione presenti numerosi tappeti, potresti aver bisogno di un aspirapolvere con testina motorizzata. Se, però, devi fare i conti con ambienti grandi e quindi impegnativi da pulire, il consiglio è quello di puntare su un aspirapolvere verticale, che si fa apprezzare per la maggiore facilità di impiego che lo contraddistingue. Tieni presente che la pulizia dei tappeti si può rivelare molto complicata: ecco perché ti serve un apparecchio che ti consenta di regolare l’altezza. Addirittura esistono in commercio dei modelli dotati di sensori per la polvere, capaci di non farsi sfuggire neppure un granello di sporco.

E se in casa ci sono delle scale?

In un appartamento disposto su più piani, e quindi dotato di scale, l’esigenza principale a cui devi pensare è quella della comodità: ti occorre, insomma, un aspirapolvere che sia facile da portare in giro e da maneggiare. La ricerca della migliore trasportabilità possibile ti potrebbe condurre a un modello verticale, purché molto leggero. Da evitare, ovviamente, gli aspirapolveri a traino. Un modello silenzioso è, invece, ciò di cui non puoi fare a meno se hai l’abitudine di restare fuori casa per tutto il giorno, magari per motivi di lavoro, e quindi ti ritrovi a pulire nelle ore più impensabili, la sera tardi o al mattino presto. Ovviamente non hai intenzione di disturbare i vicini di casa, e pertanto cerchi di ridurre i rumori al minimo. Ecco, quindi, un aspirapolvere di fascia alta, in grado di coniugare prestazioni elevate e una batteria eccellente.

Cosa fare se sei allergico

Se sei allergico alla polvere, o se vivi in una casa frequentata da persone allergiche, ti occorre un modello dotato di un filtro Hepa. Il problema è che i filtri di questo tipo non sono tutti uguali tra loro: i più performanti sono quelli capaci di trattenere le particelle più piccole. Se, però, nel tuo appartamento sono presenti superfici diverse, nella tua scelta devi tenere conto anche di questo aspetto: per esempio con un modello che, oltre a essere munito di un selettore di potenza, sia dotato di accessori che ti permettano di pulire di volta in volta il parquet, le piastrelle, la moquette, e così via. 

La classe immutata degli orologi Swatch

Published by:

Da tempo immemore un orologio Swatch è sinonimo di classe, eleganza e capacità di distinguersi: ogni esemplare è il risultato ideale di un connubio magnifico tra la praticità che è richiesta a un accessorio di questo tipo, lo stile e un rapporto qualità prezzo di eccellenza. Gli orologi Swatch per uomo e donna hanno saputo imporsi sul mercato sin dagli anni ’80 del secolo scorso, e si sono fatti riconoscere per la portata innovativa che li ha sempre caratterizzati: non è esagerato parlare di una concezione nuova, e quasi sorprendente, di orologio. Anche per questo motivo con il trascorrere degli anni l’offerta a disposizione degli appassionati è diventata sempre più ricca e variegata, al punto che oggi si ha quasi l’imbarazzo della scelta tra le molteplici proposte su cui si può contare.

Tanti stili per gli orologi Swatch 

Simbolo di praticità e stile, gli orologi Swatch vengono proposti in una straordinaria varietà di versioni che sono in grado di andare incontro ai gusti più diversi e di assecondare anche i palati degli appassionati più esigente: si spazia, infatti, dagli esemplari più trendy, con un design estremamente ricercato, alle linee classiche, che nel solco della tradizione sono una garanzia di alta qualità. Che si sia in cerca di un orologio da mettere nella vita di tutti i giorni o di un modello da sfoggiare solo nelle occasioni più importanti, dunque, si può essere sempre sicuri di trovare ciò di cui si ha bisogno e di riuscire a farsi stupire da innovazioni e creazioni all’avanguardia.

Look ed estetica, insomma, ma senza rinunciare alla comodità di funzioni all’avanguardia che si adattano a qualsiasi tipo di contesto: vale la pena di menzionare, a questo proposito, gli orologi che riescono a resistere all’acqua, ma anche i modelli che fanno parte delle serie Irony, che presentano un corpo in metallo, vero e proprio status symbol apprezzato dagli imprenditori, dagli uomini di affari e dai manager. E, ancora, ecco gli Swatch con il cronografo, perfetti per le necessità degli atleti, degli sportivi o più semplicemente di chi ha voglia di tenersi in forma.

Anche per i più piccoli

Gli Swatch sono adatti a tutti: uomini e donne, single e sposati, manager e operai, grandi e piccini. Proprio così: la serie dei Flick Flack, infatti, è pensata per i bambini e per i ragazzi, con modelli creati in maniera specifica per i più piccoli, con le lancette di colori diversi che li aiutano a leggere l’ora senza alcuna difficoltà.

Tra i tanti Swatch che hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia in questo settore, non si può fare a meno di menzionare il Gent Once Again Gb 743, un vero e proprio classico rimasto impresso nella memoria di tutti gli esperti, destinato a non tramontare mai. Il merito del suo successo va attribuito, da un lato, alla sua sobrietà e alla sua discrezione, e, dall’altro lato, alla sua straordinaria versatilità: non solo perché si tratta di un modello unisex, ma anche in virtù del suo formato compatto e leggero, che ben si presta a qualunque outfit con uno stile piacevole che si adatta sia alle esigenze degli uomini che alle necessità delle donne. Gli standard di comfort più elevati, poi, sono assicurati dalla presenza di un cinturino in gomma, che fa sì che questo orologio possa essere tenuto anche per molte ore di seguito senza dare fastidio o creare disagi di altro genere. 

Assicurazioni: è boom delle polizze vita

Published by:

87575732

87575732Secondo quanto riportato dall’ANIA, cioè l’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, nel 2017 è cresciuto in Italia il mercato delle assicurazioni, in particolare quelle sulla vita. Inoltre, rispetto allo scorso anno, già nei primi due mesi del 2018 è stato registrato un aumento dei premi vita emessi e della produzione di polizze vita individuali. Stiamo quindi assistendo ad un vero e proprio boom. Cerchiamo pertanto di capire cos’è una polizza vita e perché è importante averla, come funziona e come attivarla, quali sono le varie tipologie.

Assicurazione sulla vita: di cosa si tratta?

Assicurazionivita.net specificano che questo tipo di polizza è un vero e proprio contratto che garantisce a chi lo contrae, e quindi al beneficiario, un rimborso in denaro nei seguenti casi: morte prematura, invalidità o grave malattia, situazioni di difficoltà economica. Appare chiaro, quindi, che una buona polizza vita è necessaria se si vuole garantire serenità e sicurezza sia ai propri familiari che a se stessi. Stipularla è altresì importante perché garantisce assistenza nel caso in cui ci si ritrovi ad affrontare delle ingenti spese mediche causate da una grave malattia o dalla perdita di autosufficienza. Inoltre, come già accennato, assicura un sostegno economico ai familiari nel caso in cui il contraente scompaia prematuramente. Solitamente, la polizza vita viene consigliata alle famiglie che vivono con un solo reddito e che hanno figli a carico non ancora indipendenti dal punto di vista economico, o che hanno un mutuo sulle spalle da pagare.

Polizza vita: come attivarla

Prima di avviare le pratiche per attivare una polizza vita, è bene prendere in considerazione alcuni elementi, come l’età del contraente, il capitale che si vuole assicurare, il tempo in cui verrà dilazionato il pagamento del premio e le varie modalità. Dopo aver ragionato bene su tutti questi aspetti, si potrà sottoscrivere il contratto con la compagnia assicurativa. All’interno dello stesso si potranno leggere tutte le informazioni riguardanti il tipo di polizza attivata, l’anagrafica e la durata totale dell’assicurazione. Prima di procedere alla fase finale, cioè alla firma, è indispensabile leggere bene ogni singolo rigo del contratto stesso per evitare di andare incontro a spiacevoli sorprese. Ovviamente, all’interno del contratto verrà indicata la modalità di pagamento che si è scelta e l’entità del premio. Fatta la proposta di polizza, bisogna attendere che la compagnia assicurativa l’accetti. Tra gli incartamenti, sarà presente anche un questionario circa le condizioni di salute del contraente, le sue abitudini, le attività professionali e sportive. Accade molto spesso che la compagnia assicurativa richieda preventivamente all’assicurato di sottoporsi ad una visita medica.

Come funziona una polizza vita

La persona che contrae la polizza, versa un premio, solitamente annuale, all’assicurazione. L’ammontare del premio può variare in base alle prestazioni che sono state richieste, alla durata della polizza e al capitale, all’età dell’assicurato, alle sue abitudini di vita e, soprattutto, in base alle sue condizioni di salute. Il capitale, o rendita, invece, è l’importo che la compagnia assicurativa si impegna a versare nel caso in cui si verifichino determinate condizioni. L’unica differenza tra capitale e rendita è che il primo verrà percepito dal beneficiario alla fine del contratto e tutto in un’unica soluzione; la rendita, invece, è come se fosse una sorta di vitalizio che viene corrisposto per quel determinato periodo di tempo previsto dal contratto.

Varie tipologie di polizze vita

Esistono diverse tipologie di polizze. La più conosciuta è quella caso morte, che assicura ai propri familiari un capitale che verrà corrisposto per un determinato periodo di tempo in caso di morte del soggetto assicurato. Le polizze caso vita, invece, vengono spesso associate ad una pensione integrativa e vanno a coprire i rischi che si corrono vivendo. Il premio messo da parte può essere riscosso o immediatamente o in differita, quindi successivamente. Infine, le polizze miste assicurano un capitale agli individui in entrambi i casi descritti prima.

Diversi studi attribuiscono la crescita preponderante della ludopatia a internet

Published by:

Social-Media-User-800x480

Social-Media-User-800x480La dipendenza dal gioco patologico rappresenta, nel nostro paese, un fenomeno in continua espansione. Secondo i dati contenuti nei recenti rapporti Espad e Ispad del Cnr, il 43% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha giocato almeno una volta nel corso della sua esistenza.  Ancora più preoccupante la situazione dei giovani: il 47.1% dei giocatori ha, infatti, tra i 15 e i 19 anni. A giocare sono più ragazzi (58.1%), ma anche il numero delle ragazze è alquanto elevato (36.8%). Guardando i dati non stupisce che tra il 4 e l’8% degli adolescenti abbia problemi di gioco e tra il 10 e il 14% sia a rischio di contrarre la patologia.

La relazione empatica tra ludopatia e internet

Sulla rete pullulano infatti migliaia di siti dove è possibile scommettere in svariati ambiti: sport, casinò e slot machine, bingo, poker, lotterie istantanee. Il giocatore è così sottoposto a maggiori stimoli, non riesce a controllarsi, diventa compulsivo e finisce col cadere nella rete della dipendenza.

La ludopatia viene definita come un disturbo del controllo degli impulsi in cui chi soffre sente il desiderio irrefrenabile di continuare a giocare nonostante le conseguenze negative che possono scaturire da tale comportamento. Il gioco si converte in una vera e propria dipendenza, come accade col tabacco, l’alcool o qualsiasi altro tipo di droga. La ludopatia, così come ogni altra malattia, presenta dei sintomi, ma c’è chi la definisce nascosta perché non appaiono segni evidenti e fisici come avviene, ad esempio, con la droga o l’alcol.

I fattori che rientrano in gioco in questa forma di dipendenza sono per lo più psicologici. Il giocatore patologico perde il controllo e non riesce a smettere di giocare, anche quando si ripromette che non tornerà più a dedicarsi all’attività. La ragione per cui non si riesce a farlo, è che diventa un’abitudine talmente radicata dalla quale risulta difficile allontanarsi. Le persone, familiari, amici, conoscenti, sono i primi ad accorgersi che il loro caro sta vivendo un serio problema, l’unico che invece continuerà a non riconoscerlo.  Il desiderio di vincere denaro e diventare ricchi, si impadronisce della persona inducendolo a giocare e rigiocare più volte.

Ludopatia inconsapevole

La persona è inconsapevole dei rischi legati all’abitudine a giocare e difficilmente affermerà di aver paura di poter ricadere nel vizio dichiarandosi assolutamente convinta di essere capace di esercitare un’autoregolazione. La realtà è che molti giocatori patologici non sono consapevoli della forma di dipendenza che hanno sviluppato e sono poco informati sulle dinamiche della patologia stessa, questo fenomeno prende il nome di dipendenza inconsapevole. Giocare compulsivamente non significa solo svuotare il proprio portafogli, ma sperimentare il desiderio irresistibile di giocare che, se non soddisfatto, impedisce di vivere giorno dopo giorno.

Ludopatia online

L’avvento del gioco online e la sua regolamentazione ha rappresentato un’aggravante di questa forma di dipendenza. Non c’è bisogno di recarsi in un casinò per giocare e sfidare la dea bendata. Inoltre, così come avviene con le slot machine (considerate l’anticamera della dipendenza), il giocatore riceve stimoli immediati che indicano se ha vinto o perso una partita. A ciò si aggiunge la possibilità di accedere a questa tipologia di giochi in qualsiasi momento e luogo, attraverso i dispositivi mobili.

I giochi online, come le slot machine terresti e digitali, sono basati sulla strategia del rinforzo intermittente. Le vincite intermittenti alimentano la credenza che prima o poi possano capitare anche vincite sostanziali le quali finiscono con il rafforzare alcune cognizioni erronee circa il gioco favorendone così la persistenza. Il giocatore diventa una vittima del suo desiderio di giocare, specialmente quando non capace di tenere sotto controllo le sue cognizioni erronee: non riuscendo a rimandare a più tardi la sua decisione di giocare, non riesce ad affrontare la soluzione dei suoi problemi.

Il dato confortante è che fortunatamente la dipendenza dal gioco online si può curare e che ciò non significa che tutti coloro che accedono a questi giochi possono diventare giocatori problematici. Nonostante si tratti di disturbi che si verificano episodicamente e che possono presentare ricadute, un giocatore d’azzardo online non deve convertirsi per forza in un giocatore d’azzardo cronico.

A cosa serve il paraschiena moto

Published by:

Come ben sa qualsiasi amante delle due ruote, il paraschiena moto è fondamentale per chi ama viaggiare, anche per rispettare le norme in vigore: è obbligatorio, infatti, per i conducenti dei veicoli di potenza superiore ai 25 kW. Si tratta di una protezione di cui non si può fare a meno per tenere il costato e la schiena al riparo dalle conseguenze di possibili colpi e urti, ma non solo: questo accessorio, infatti, permette anche di prevenire le abrasioni e di proteggere gli organi interni in caso di caduta. Si calcola che il rischio di gravi lesioni a carico della colonna vertebrale si riduca del 60%, e che quello di traumi irreversibili si riduca del 40% indossando il paraschiena. Le lesioni spinali, per altro, in molte occasioni non sono determinate dagli impatti, ma dagli inarcamenti della schiena che gli stessi impatti causano.

Il compito di un paraschiena moto

La funzione di un paraschiena è quella di fare in modo che la forza sprigionata dall’urto contro un ostacolo, come per esempio il fondo stradale, possa essere assorbita: così, si riduce la trasmissione sulla colonna vertebrale di tale forza. Per essere certi di utilizzare un paraschiena omologato, è sufficiente verificare che esso sia certificato secondo la norma EN 1621-2712. A seconda del grado di protezione che garantiscono, tali dispositivi possono essere classificati nella categoria di protezione 1 o in quella di protezione 2, che è la più elevata.

I modelli a disposizione sul mercato sono tre: il Lower Protector, il Back Protector e il Full Back Protector. Un paraschiena Lower Protector è in grado di proteggere unicamente la fascia lombare, mentre grazie a un modello Back Protector si ha la possibilità di mettere al riparo l’intera fascia centrale della schiena; con il Full Back Protector, invece, vengono associate le funzioni degli altri due dispositivi, con in più la copertura delle scapole.

Come scegliere il paraschiena

Nel momento in cui ci si accinge all’acquisto di un paraschiena moto, si deve decidere se comprare un modello esterno o interno: quest’ultimo ha il pregio di risultare più confortevole da indossare, dal momento che deve essere sistemato all’interno della tasca posteriore del giubbotto, mentre il primo pur essendo meno comodo e caratterizzato da una praticità minore ha il vantaggio di assicurare una protezione migliore. In entrambi i casi, lo spessore non supera i tre centimetri, proprio per questioni di praticità.

Dal punto di vista della composizione, un paraschiena è realizzato nella sua parte esterno con accorgimenti tali da renderlo flessibile, così che chi lo indossa non si senta costretto nei movimenti e possa beneficiare della massima mobilità. La parte interna, poi, è progettata e realizzata in maniera da riuscire ad assorbire l’eventuale energia cinetica che si genera in occasione di un impatto o di uno scontro. 

La sicurezza è un aspetto indispensabile quando si viaggia in moto, ed è questa la ragione per la quale non si può fare a meno di un paraschiena da indossare prima di salire in sella. Può essere utile, per altro, chiedere un consiglio agli addetti del negozio o del punto vendita a cui ci si rivolge, ma è importante tenere conto anche delle proprie caratteristiche fisiche: un corpo da fantino ha esigenze diverse da quello di chi è alto due metri, per esempio.