Tutto quello che c’è da sapere sul recupero crediti

Non è raro che un debito venga inviato al recupero presso una società specializzata.

Accade sempre più spesso ai giorni nostri ma non sempre si è a conoscenza di cosa aspettarsi da questa operazione.

Con quali modalità operano le società di recupero crediti? Sulla base di quale documento possono agire? Come fare ad evitare il recupero di questi crediti?

Ecco alcune risposte.

Cosa aspettarsi dalle attività di recupero crediti

Non appena il creditore trasferisce il tuo debito, per prima cosa bisogna aspettarsi di essere contattati. Le società di recupero crediti hanno molti modi per rintracciare il debitore e gli esattori professionisti sanno bene che prima ti contattano e maggiori sono le possibilità di riscuotere il loro credito.

A questo si aggiunge che gli agenti di raccolta vengono pagati in ragione dei risultati ottenuti, la telefonata può essere quindi anche non particolarmente “gentile” effettuata da un agente stressato e maleducato a cui non importa molto di ciò che la legge consente.

Ma andiamo con ordine: cominciamo con il chiarire che l’attività di recupero crediti è sottoposta a diversi vincoli, essendo un’attività molto particolare.

L’attività di recupero crediti può essere svolta da avvocati abilitati alla professione e che risultino iscritti all’albo professionale, che varia in considerazione del luogo di residenza.

Come queste società possono agire per poter recuperare un credito insoluto?

Le società di recupero crediti come l’avvocato Federica Taiola per esempio, hanno a disposizione degli strumenti giuridici per poter recuperare somme di danaro insolute:

  • Messa in mora;
  • Decreto ingiuntivo;
  • Atto di precetto;
  • Pignoramento.

Una volta che si conosce come operano le società di recupero crediti si può già fare una prima valutazione a come rispondere in modo appropriato quando si viene contattati.

Si può pensare, ad esempio, a decidere di saldare il debito con un importo inferiore a quanto dovuto o elaborare un piano di pagamento. In ogni caso, prima di negoziare, è bene assicurarsi di considerare tutte le opzioni.

Ricordiamo che il Garante della Privacy ha redatto una sorta di comportamenti che gli operatori telefonici delle società di recupero dei crediti devono assolutamente rispettare. Sotto questo aspetto la sentenza n. 25033 del 22 giugno 2012 della Corte di Cassazione penale ha stabilito che “il creditore il quale soffochi con le sue telefonate il debitore al fine di farlo pagare rischia la condanna per molestie o disturbo delle persone, punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516”. Sono sempre di più i casi in cui le società vengono denunciate alle autorità per un comportamento molesto, anche se, bisogna dire, che la maggior parte delle società si comportano correttamente.

Come difendersi dal recupero crediti?

Viste le conseguenze legate al recupero crediti è assolutamente lecito chiedersi come potersi difendere.

Se si dovesse arrivare ad una causa con la banca o finanziaria e si dovesse perdere tale causa, le società addette al recupero crediti potrebbero infatti pignorare alcuni beni come il quinto dello stipendio, il conto corrente, alcuni beni di valore, l’auto, la casa. Vengono esclusi quelli ritenuti necessari dalla legge, come alcuni mobili essenziali della casa e beni necessari per il lavoro.

Per il pignoramento bisogna comunque procedere prima alla notifica del decreto ingiuntivo, il debitore può opporsi entro 40 giorni.

Ci sono soluzioni che possono essere di aiuto a tante famiglie ed aziende. Tra queste:

  • Valutare la possibilità di avere una riduzione sull’importo da corrispondere ed evitare così il decreto ingiuntivo.
  • Valutare la presenza di eventuali anomalie contrattuali e procedere all’invio di eventuale contestazione tramite diffida.
  • Attendere la risposta della banca o della finanziaria che deve pervenire entro 90 giorni.