Innaffiare un giardino senza troppa fatica

Si sogna un giardino, con i risparmi e un po’ di debiti si compra una casetta con giardino, poi si trasloca e si ricomincia a vivere. Almeno così ritenevano Giulio e Antonia, «coniugi di mezz’età senza figli, entrambi però costretti ancora al lavoro per finire di pagare la casa prima di raggiungere la pensione». Scrive Antonia: «Quando traslocammo tre estati fa fu uma meraviglia; ci sembrava di aver toccato il cielo con un dito.

La casa è piccola, ma sufficiente, il giardino è un fazzoletto di terra, il lavoro ci costringe a spostamenti in auto di circa tre quarti d’ora, ma tutto era come avevamo desiderato. «Ma avere una casa con giardino comporta non soltanto spese in denaro (notevoli!), ma anche tempo e fatica, soprattutto tempo se si vuole tenere tutto in ordine ed avere piante e fiori. Sta per arrivare la nostra terza estate e non ce la facciamo più ad innaffiare il giardino; saranno i tre anni in più sulle spalle, sarà quel che sarà, ma ora vogliamo tentare di progettare un impianto di irrigazione che ci aiuti nel lavoro senza farci spendere in questo compito le nostre poche ore di tempo libero da dedicare a casa, riposo e amici. Potete darci qualche indicazione di metodo e di costo? Un giardiniere non possiamo permettercelo». Secondo la dottoressa Elena Accati dell’Istituto di Scienza delle coltivazioni dell’Università di Torino, «prima di progettare il proprio impianto di irrigazione bisogna rispondere alle seguenti domande: quanta acqua occorre per irrigare il giardino in base alle piante esistenti; quale tipo di impianto si desidera, cioè portatile oppure semifisso con rete primaria idraulica interrata e idrantini (rubinetti) sparsi nel giardino ai quali attaccare direttamente gli irrigatori a brevi spezzoni di tubi di gomma posti in superficie, oppure fisso con rete di tubazione interrata e gli irrigatori fissati in modo permanente, magari anche con un programmatore che apre e chiude le elettrovalvole nei tempi richiesti per l’irrigazione». Importante, per calcolare una spesa, sarebbe avere qualche indicazione precisa sulle dimensioni del giardino, oltre che sulle piante esistenti, ma poiché la lettrice ha dimenticato nella penna questi particolari, tentiamo egualmente una risposta. La dottoressa Elena Accati fa l’esempio di un giardino di 500 metri quadrati, «anche se non esistono realmente due giardini identici, in quanto cambia il tipo di terreno e il clima»: «In linea generica si può dire che un impianto fisso con irrigatori nel sottosuolo per il prato, a goccia per arbusti e siepi, con automatismi elettrici e sistema per irrigazione separata di diversi settori si aggira intorno alle 1012 mila lire il metro quadro. Per un impianto fisso come il precedente, ma con funzionamento manuale, il prezzo oscilla intorno alle 5-8000 lire il metro quadrato. Infine, un im¬ pianto semifisso con idrantini interrati e irrigatori spostabili con tubi mobili richiede una spesa tra le 3 e le 5 mila lire il metro quadro, poco meno per un impianto mobile totalmente fuori terra». Se il bricoleur è bravo, sicuramente può fare da sé sia il progetto sia la realizzazione, riuscendo senza dubbio anche a risparmiare; ma se è indispensabile l’opera di un esperto, i costi salgono. Importante è chiedere prima un preventivo e chiarire bene a se stessi se la struttura del giardino resta così com’è o se si vogliono cambiare piante o arricchire aiuole di nuovi fiori. Per evitare troppi guai, meglio studiare a fondo il problema, magari con l’aiuto di un volumetto che ci è stato indicato dalla dottoressa Accati: il titolo è «L’irrigazione del giardino», autore Carlo Cameni, collana I manuali di vita in campagna, settembre 1990, edizioni L’Informatore Agrario (largo C. Caldera 3/a, 37122 Verona). Conclude l’esperta: «Si troverà anche un elenco di ditte specializzate nella fornitura di attrezzature per l’irrigazione dei giardini».