Verande in vetro: scopriamo qualcosa in più

Per dare ariosità, spaziosità e armonia a un ambiente di casa, una buona idea potrebbe essere quella di costruire una veranda in vetro.

Si tratta di una soluzione in grado di garantire anche molta luminosità, e di rendere nel complesso molto più piacevole e confortevole l’interno di un appartamento. Lo scopo è quello di esaltare gli spazi esterni come ad esempio i giardini ma anche grandi balconi o cortili. Ma non si limita a questo la funzione di una veranda. Le verande in vetro ad esempio sono molto utili, se installate con i giusti criteri, anche per fungere da isolante e creare un tipo di riscaldamento più naturale per la casa.

Realizzare e progettare una veranda ad uso domestico non è una cosa affatto scontata. Bisogna fare diverse valutazioni, che in molti casi è meglio affidare agli esperti del settore.

Vediamo in questo articolo quali sono gli step da seguire, le nozioni da conoscere a livello normativo e tutte le altre indicazioni utili per costruire una veranda nella propria casa.

Le conoscenze da avere in ambito normativo

Quando si decide di fare un lavoro come quello dell’installazione di una veranda, non bisogna pensare solo al lato estetico e funzionale della faccenda. Bisogna essere informati anche su alcuni aspetti legali che riguardano da vicino la questione. Nello specifico si fa riferimento alla “legge sul piano casa”, poiché un intervento di questo tipo rientra tra quelli che vanno a modificare il volume dell’abitazione.

A questo punto è il caso di illustrare i requisiti richiesti dalla legge. Cominciamo dicendo che le verande sono considerate delle zone soggiorno, e quindi ad esempio non possono essere trasformate in camere da letto.

Un’altra netta distinzione da fare è quella tra le case indipendenti e gli appartamenti in condominio. Nel primo caso, per la veranda basterà richiedere il permesso al proprio comune di appartenenza presentando una D.I.A. (dichiarazione di inizio attività) che è disciplinata dal Testo Unico dell’Edilizia.

Diversa la situazione in caso di condominio. Qui oltre a richiedere l’autorizzazione da parte del comune, il soggetto che ha intenzione di iniziare i lavori deve anche informare gli altri condomini ed accertarsi che l’intervento non danneggi gli spazi comuni.

L’ultima annotazione in questo senso va fatta nei confronti di quegli edifici che costituiscono un patrimonio dal punto di vista storico-architettonico: in questo caso il parere vincolante è quello della Sovrintendenza ai beni culturali, che dovrà esprimersi sulla possibilità di effettuare i lavori valutando alcuni parametri.

Struttura e costi di una veranda in vetro

Eccoci ad analizzare più nel dettaglio le tipologie di veranda e il tipo di intervento da fare.

Intanto bisogna stabilire se si vuole inserire la veranda partendo da un centro parete oppure se si preferisce fare una costruzione ad angolo, unendo due punti dell’appartamento. Poi si stabilisce il tipo di tetto, che può essere spiovente o piano.

Infine va considerata la tipologia di vetrata da scegliere: c’è quella scorrevole che risulta meno ingombrante e più economica, ma dipende anche dalla grandezza della struttura. Poi c’è quella fissa, o ancora esiste quella a battente, che agevola la pulizia del vetro.

Valutazioni importanti vanno fatte anche per quanto riguarda il risparmio energetico, che in taluni casi può essere consistente.

Rimanendo sul discorso legato ai prezzi, c’è da dire che le verande in legno sono quelle più esose. Si arriva a spendere anche oltre tremila euro per una struttura del genere, che però è senz’altro la più apprezzabile sul piano estetico.

Le verande in alluminio e in PVC costituiscono un buon compromesso nel rapporto qualità/prezzo, pur perdendo decisamente qualcosa dal punto di vista dell’estetica.