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| Arrestato il re delle rapine |
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[23/3/2009] Preso Il bandito inafferrabile. Il tribunale di Parma aveva emesso un mandato di cattura europeo, era accusato di 13 rapine, tra cui una alla filiale Credem di piazzale Pablo..
Un piccolo gangster. Daniele Villa Ruscelloni era riuscito, nell’ordine, a evadere da un carcere della Repubblica ceca, rapinare undici filiali di banche e infine ad evadere dalla prigione di Reggio. Ruscelloni scorrazzava libero fuori dall’Italia, con un ordine di cattura europeo sopra la testa, emesso dal G.I.P. di Parma. Nato a Reggio, 35enne, era uno dei rapinatori più importanti che avevamo in zona. È stato catturato sabato scorso dai carabinieri di Mantova, dopo un lungo periodo di ricerche della squadra mobile di Parma A Villa Ruscelloni il tribunale di Mantova ha inflitto due dure condanne in 24 ore. Era un vero bandito seriale, agiva sempre a volto scoperto e con lo stesso metodo: entrava in una filiale di banca e minacciava i clienti con il taglierino. Proprio dal “colpo” con il bottino più magro (80 euro), messo a segno nel pomeriggio del 30 luglio 2008 a Parma, sono partite le indagini che hanno permesso l’individuazione. I fotogrammi nitidi delle telecamere dell'agenzia della filiale Credem di piazzale Pablo hanno assicurato un'identificazione immediata dell'uomo. A Parma aveva rinchiuso gli unici due dipendenti presenti all’interno del bagno, aveva cercato di impossessarsi del denaro custodito nelle casse, non riuscendo a causa dell’apertura temporizzata. Alla fine era fuggito con i portafogli dei due impiegati, con la somma di 83,45 euro. La squadra mobile lo aveva però rintracciato subito. Gli inquirenti avevano il nome, ma Ruscelloni non era più rintracciabile. A inchiodarlo è stato un particolare. Aveva comprato una auto con un nominativo falso, una Fiat Bravo, con la quale aveva rimediato anche diverse multe che, naturalmente arrivavano all’incolpevole intestatario della macchina, Angelo Sanvitale. La squadra mobile di Parma, dopo varie indagini, aveva raccolto particolari preziosi: Il bandito infatti aveva lasciato una traccia: il numero di cellulare, che aveva dato al rivenditore d’auto. I carabinieri di Mantova, con non poca difficoltà, gli hanno teso una trappola e lo hanno tratto in arresto, nella giornata di sabato 21 marzo. Gli sono state contestate 13 rapine, nel nord Italia, ma anche in Germania, in particolare a Monaco di Baviera,, dove era già stato indagato nel 2002 per i reati di furto e di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Era l’unico criminale ad avere l’ordine di cattura europeo a Parma. Poteva nascondersi all’estero, perché era in possesso di un doppio passaporto, in quanto era nato a Reggio Emilia, ma la madre era proveniente dalla Repubblica Ceca. |
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