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| Senza gol difficile andare lontano |
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Quando si dice il destino. Il Parma viene punito all'Olimpico dalla Roma in virtù di una rete di Borini, l'attaccante arrivato sotto il Cupolone proprio dalla società gialloblù. Il giovane talento, che non ha mai giocato con i parmigiani ad eccezione di pochi minuti in Coppa Italia, ha firmato il suo settimo sigillo stagionale, dimostrando tutti i numeri del suo repertorio: tecnica, freddezza, carattere. Dalla parte opposta, l'ex giallorosso Okaka, entrato nella ripresa al posto di uno spento Palladino, ha sprecato la palla del possibile pareggio. Per onestà, va detto che i giallorossi hanno meritato il successo: tante le occasioni create, respinte (a parte la rasoiata di Borini) dall'ottimo Mirante, che ha meritato di recuperare la maglia da titolare.
Questa caduta non deve suonare come campanello d'allarme, ci può stare dopo i buoni risultati ottenuti da Donadoni. Campo difficile, avversario ostico anche se il Parma, che si è fatto mettere alle corde, raramente è riuscito a reagire con determinazione. Giovinco, seppure tra i migliori, non ha reso all'altezza delle sue ultime prestazioni, in primis quella con la Juventus. Male Jonathan, poco incisivo. E retroguardia in balia degli avanti romanisti, trascinati da un De Rossi in condizioni impeccabili (forza del rinnovo del contratto!).
Sabato, alle ore 18, Genoa-Parma. I gialloblù sono chiamati, immediatamente, alla prova d'autore, a dimostrare la qualità del nuovo lavoro, delle nuove disposizioni tattiche. Ma c'è da muovere la classifica (i punti sono 28, gli stessi di Fiorentina e Atalanta, uno in più del Catania). I rossoblù, tra l'altro, cercheranno di riscattare la caduta casalinga contro il Chievo. Ci sarà, insomma, da lottare, aspramente. Un match che nessuno può permettersi di perdere per non rientrare nei bassifondi, e riaccendere il fuoco delle polemiche.
Roberto Donadoni deve saper trarre segnali positivi e riflessioni adeguate dalla caduta di Roma. Per la prima volta, il collettivo - il suo collettivo - non è stato all'altezza della situazione, si è fatto soffocare, imbrigliare dalle trame altrui, ha lasciato praterie libere a centrocampo, per fortuna tra i pali c'era un Mirante ispirato, in caso contrario...
Il Parma, va detto, ha seri problemi in attacco. Giovinco da solo non basta, non può bastare. Floccari, Palladino e Okaka non stanno convincendo, anche l'ultino arrivato appare quanto mai smarrito. Per il futuro bisognerà lavorare su questo reparto: senza gol impossibile coltivare sogni di gloria, o sbaglio?
Da Torino, dove scrivo, si fa sempre più insistente la voce del ritorno di Seba Giovinco a casa. Antonio Conte lo avrebbe chiesto a Marotta, a gran voce: potrebbe diventare la Formica Atomica il naturale sostituto di Alessandro Del Piero, giunto alla sua ultima stagione. Bene: i dirigenti del Parma devono muoversi e trovare gli argomenti addatti per mantere i servigi del "sivorino". Un campioncino indispensabile per ritornare ai fasti di un tempo, quando i gialloblù dominavano in Italia e in Europa.
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