Come districarsi nel mondo del risparmio in Italia

Alzi la mano chi entrando in una banca non si è mai sentito dire, più o meno apertamente, “o sottoscrivi i nostri prodotti o puoi anche andare via insieme ai tuoi soldi!”.

E sapete a quali prodotti fanno riferimento? In pole position abbiamo obbligazioni, fondi comuni di investimento o polizze assicurative, ovvero prodotti che non brillano per la tutela del consumatore. Perché diciamo questo? Entriamo brevemente nel merito di questi tre prodotti. Le obbligazioni sono un titolo di debito emesso da società o da enti pubblici che attribuisce al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente, più un interesse su tale somma, ma  non garantiscono il rimborso da parte delle banche se queste si dovessero trovare in difficoltà. I fondi di investimento sono uno strumento finanziario paragonabile a un grande salvadanaio dove confluiscono le risorse di piccoli e grandi risparmiatori che vengono gestite da una società di gestione degli investimenti: qui si ha come unica certezza il guadagno del collocatore senza sapere quasi mai dove vengono investiti i propri soldi. Dulcis in fundo, le polizze assicurative, che non sempre garantiscono il capitale versato, che oltretutto è decurtato da copiose commissioni iniziali.

Vi starete chiedendo perché allora vengano proposti con così tanta insistenza: una delle ragioni di questo comportamento è che la situazione di tassi a zero ha ridotto il loro margine di guadagno, che non è altro che la differenza tra i tassi applicati sui depositi e quelli applicati sui finanziamenti. Vengono quindi proposti investimenti sempre più complessi, che hanno un meccanismo di remunerazione legato a scommesse sull’andamento di indici, valute e panieri di titoli: sicuramente tra gli obiettivi non c’è quello di trasparenza nei confronti del cliente!

A questo punto la domanda sorge spontanea: esistono delle alternative che permettano al consumatore di difendersi dalle perdite del potere di acquisto del denaro? La risposta è sì: il Conto Deposito.

Forse non tutti sanno che i conti deposito sono uno strumento semplice, che può avere durata molto breve (anche pochi mesi), a basso rischio e non soggetto a fluttuazioni di prezzo di mercato: vengono infatti stabilite ex ante durata e remunerazione.

Inoltre, il Conto Deposito può essere aperto anche online e per lo più vanta l’assenza di costi: più precisamente l’unico costo da sostenere è quello imposto dallo Stato, mentre quelle di apertura e chiusura conto, così come quelle di prelievo e versamento e persino le penali per svincolo anticipato sono nella maggior parte dei casi nulle. Nel caso in cui non si ha dimestichezza con il web si può ricorrere all’iuto di consulenti finanziari indipendenti che, senza conflitto d’interessi, possono consigliare il risparmiatore mostrandogli una completa panoramica del mercato del risparmio.

E dopo quello che si siamo detti non è difficile immaginare perché non troviamo il Conto Deposito nella Top Ten delle proposte delle banche! Non è infatti un prodotto molto remunerativo (per loro!) in periodi di bassi tassi di mercato.