Interessi conto deposito: come cogliere il momento giusto

Cogliere il momento giusto per aprire un conto deposito vuol dire individuare i tassi di interesse più convenienti. Essi, come noto, vengono determinati in funzione di numerose variabili, non ultime le politiche economiche stabilite dalle banche centrali. In generale, si può sostenere che l’apertura di un conto deposito sia una scelta ottimale per chi desidera una forma di risparmio non pericolosa: un investimento redditizio che, pur non promettendo cifre astronomiche, dà la certezza di poter ottenere un guadagno concreto. Certo, se si opta per un conto vincolato si è costretti a evitare prelievi fino a quando il vincolo non scade, il che potrebbe rappresentare una controindicazione molto importante in caso di emergenza o di spese impreviste.

Quali sono i tassi di interesse migliori?

Grazie a internet è semplice e veloce effettuare un confronto tra le proposte dei diversi istituti di credito e conoscere gli interessi di conto esagon e quelli delle altre banche. Attualmente, i tassi a disposizione nel nostro Paese vanno da un minimo di 0,75% a un massimo del 3.15%: nel primo caso, con un vincolo di 1 anno per 10mila euro ci si ritrova con 75 euro in più dopo 12 mesi, mentre nel secondo caso, ipotizzando sempre lo stesso vincolo e lo stesso importo, il guadagno è di 315 euro. In genere i conti deposito sono soluzioni a zero spese, eccezion fatta per l’imposta di bollo che è obbligatoria per legge, ma ci sono alcune banche che annullano anche questa spesa (nel senso che sono gli stessi istituti di credito a farsene carico, sollevando i propri clienti dall’onere).

Dopo la crisi

Vale la pena di notare che fino a qualche anno fa i tassi di interesse applicati su ogni conto deposito erano molto più alti: tuttavia le conseguenze della crisi economica internazionale si sono fatte sentire anche in questo ambito, e il risultato è stato un abbassamento dei tassi, con minori guadagni. Non bisogna preoccuparsi, comunque, se si è già aperto un conto deposito: i tassi, infatti, non possono essere cambiati in corso d’opera. Se al momento non si riesce ad andare al di là del 3.15% di interessi, fino a pochi anni fa si poteva raggiungere o addirittura superare il 5%: ed è probabile che, con la ripresa, si tornerà ai numeri di prima.

Investire in un conto deposito è, in qualsiasi caso, una mossa più intelligente rispetto a quella che consiste nel lasciare semplicemente nel lasciare il proprio denaro fermo in un conto corrente: non solo perché quest’ultimo ha delle spese, ma anche per evitare le conseguenze dell’inflazione e conservare il potere di acquisto lasciandolo intatto. Chi non si fida di scadenze troppo lunghe e vincoli che vanno troppo in là nel tempo, per altro, ha a disposizione anche l’opportunità di vincolare i propri soldi per pochi mesi, così da riuscire a rendere i propri risparmi produttivi senza fatica. Altro che titoli di Stato o assicurazioni sulla vita: non c’è niente di più solido di un conto deposito da gestire in totale autonomia.