Come districarsi nel mondo del risparmio in Italia

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Alzi la mano chi entrando in una banca non si è mai sentito dire, più o meno apertamente, “o sottoscrivi i nostri prodotti o puoi anche andare via insieme ai tuoi soldi!”.

E sapete a quali prodotti fanno riferimento? In pole position abbiamo obbligazioni, fondi comuni di investimento o polizze assicurative, ovvero prodotti che non brillano per la tutela del consumatore. Perché diciamo questo? Entriamo brevemente nel merito di questi tre prodotti. Le obbligazioni sono un titolo di debito emesso da società o da enti pubblici che attribuisce al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente, più un interesse su tale somma, ma  non garantiscono il rimborso da parte delle banche se queste si dovessero trovare in difficoltà. I fondi di investimento sono uno strumento finanziario paragonabile a un grande salvadanaio dove confluiscono le risorse di piccoli e grandi risparmiatori che vengono gestite da una società di gestione degli investimenti: qui si ha come unica certezza il guadagno del collocatore senza sapere quasi mai dove vengono investiti i propri soldi. Dulcis in fundo, le polizze assicurative, che non sempre garantiscono il capitale versato, che oltretutto è decurtato da copiose commissioni iniziali.

Vi starete chiedendo perché allora vengano proposti con così tanta insistenza: una delle ragioni di questo comportamento è che la situazione di tassi a zero ha ridotto il loro margine di guadagno, che non è altro che la differenza tra i tassi applicati sui depositi e quelli applicati sui finanziamenti. Vengono quindi proposti investimenti sempre più complessi, che hanno un meccanismo di remunerazione legato a scommesse sull’andamento di indici, valute e panieri di titoli: sicuramente tra gli obiettivi non c’è quello di trasparenza nei confronti del cliente!

A questo punto la domanda sorge spontanea: esistono delle alternative che permettano al consumatore di difendersi dalle perdite del potere di acquisto del denaro? La risposta è sì: il Conto Deposito.

Forse non tutti sanno che i conti deposito sono uno strumento semplice, che può avere durata molto breve (anche pochi mesi), a basso rischio e non soggetto a fluttuazioni di prezzo di mercato: vengono infatti stabilite ex ante durata e remunerazione.

Inoltre, il Conto Deposito può essere aperto anche online e per lo più vanta l’assenza di costi: più precisamente l’unico costo da sostenere è quello imposto dallo Stato, mentre quelle di apertura e chiusura conto, così come quelle di prelievo e versamento e persino le penali per svincolo anticipato sono nella maggior parte dei casi nulle. Nel caso in cui non si ha dimestichezza con il web si può ricorrere all’iuto di consulenti finanziari indipendenti che, senza conflitto d’interessi, possono consigliare il risparmiatore mostrandogli una completa panoramica del mercato del risparmio.

E dopo quello che si siamo detti non è difficile immaginare perché non troviamo il Conto Deposito nella Top Ten delle proposte delle banche! Non è infatti un prodotto molto remunerativo (per loro!) in periodi di bassi tassi di mercato.

Da Baggio a Verdi, passando per Diamanti, gli assi del Bologna

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calcioDa ormai molti decenni Bologna è una città di sport dove spiccano due attività principali. La prima è il basket, con due società storiche come la Fortitudo e la Virtus, e la seconda è il calcio, dove rimarrà per sempre vivo il ricordo dello ‘squadrone che faceva tremare il mondo‘, ossia il Bologna degli anni ’30. Vincitore di sette Scudetti, l’ultimo dei quali nel 1964, il club felsineo è una realtà storica del calcio italiano e, sebbene adesso navighi nelle zone calme della classifica di Serie A, ha saputo rialzarsi spesso dalla crisi dopo essere retrocessa in Serie B e addirittura in Serie C1. Con il campionato di Serie A 2017-18 che sta per chiudersi, il club rossoblù archivia un’altra stagione di alti e bassi nella quale si sta per proclamare campione la Juventus, favorita dai pronostici delle scommesse sulle manifestazioni sportive del calcio italiano.

Tuttavia, anche quest’anno nel club felsineo si è avuta l’impressione di aver assistito all’esplosione di un calciatore di livello elevato: stiamo parlando di Simone Verdi. Nato in provincia di Pavia nel 1992, il numero 9 rossoblù ha trovato la sua dimensione al Dall’Ara e quest’anno si è reso protagonista di una stagione importante, segnando 9 reti in 32 partite ma soprattutto dando dimostrazione di saper coprire molti ruoli in attacco. Abile nel dribbling e negli smarcamenti, Verdi è la classica seconda punta mobile che spacca gli equilibri e sa anche andare in rete. Quest’anno l’ex Empoli proveniente dal vivaio del Milan si è distinto soprattutto per essere riuscito ad andare più volte in rete nella stessa partita segnando due goal su punizione con entrambi i piedi, qualcosa di assolutamente eccezionale.

L’esplosione del talento pavese, cercato insistentemente dal Napoli a gennaio e forse diretto all’Inter l’anno prossimo, è soltanto l’ultima manifestazione delle abilità di un calciatore fuori dalla norma al Dall’Ara. Negli ultimi vent’anni i tifosi del Bologna sono stati abituati a vedere dei calciatori di un certo livello e si sono fatti la bocca buona. Tra tutti, ovviamente, va ricordato Roberto Baggio, fantasista d’altri tempi e per molti miglior giocatore italiano di sempre. Nella stagione 1997-98, quella prima del mondiale di Francia, il Divin Codino mise a referto la sua miglior stagione di sempre dal punto di vista realizzativo, andando in goal 22 volte in 30 partite, qualcosa che a Bologna non avrebbero visto più. Bistrattato alla Juventus e all’Inter, Baggio trovò proprio a Bologna l’affetto e la tranquillità necessaria per riprendersi la nazionale e andare poi all’Inter, dove avrebbe continuato a incantare.

Dopo di lui e prima di Verdi, al Dall’Ara è transitato un altro talento senza freni, quell’Alessandro Diamanti capace di incastonare gemme su punizione e di inventare giocate impensabili per gli altri. Mancino e poco avvezzo ai tatticismi, anche il fantasista toscano ha vissuto le sue migliori stagioni al Bologna, guadagnandosi anche la partecipazione all’Europeo 2012 con l’Italia di Cesare Prandelli, quando trasformò il rigore decisivo nella serie dei quarti di finale contro l’Inghilterra.

Verdi, dopo Baggio e Diamanti, è l’ennesima riprova che a Bologna il talento non si spreca mai.

Atto di rinuncia all’eredità: come fare?

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Atto notarile notaio a Roma

La legge consente di scegliere entro tre mesi se accettare i beni ereditati o fare un atto di rinuncia all’eredità (artt. 519 e segg. codice Civile). Questo perché insieme al patrimonio del defunto si ereditano anche i debiti, con il rischio di doverli pagare di tasca propria. Se i debiti sono superiori al patrimonio lasciato dal defunto, occorre rinunciare all’eredità in fretta.

L’atto di rinuncia all’eredità è una dichiarazione espressa e formale che può essere resa davanti:

  • a un Notaio a Roma tramite atto notarile,
  • oppure con una dichiarazione consegnata nella cancelleria del Tribunale del luogo ove il defunto aveva il domicilio e dunque dove si è aperta la successione.

Non è possibile rinunciare solo a una parte dell’eredità e accettare l’altra, è totale.

Dopo l’atto di rinuncia all’eredità, bisogna trovare un nuovo erede, e secondo la legge si può fare attraverso diversi sistemi alternativi.

Se c’è un testamento, è probabile che il testatore abbia indicato un sostituto, altrimenti si procede con la “rappresentazione”: se il primo erede designato è un figlio, fratello/sorella del defunto, l’eredità viene offerta ai discendenti di chi ha rinunciato. Anche questi ultimi possono scegliere se accettare o meno.

Quando non viene attuata neppure la rappresentazione, nel caso di più eredi designati, la legge prevede l’accrescimento della quota ereditaria del rinunziante a favore degli altri coeredi se almeno uno di essi ha accettato l’eredità.

Altro sistema per il notaio a Roma è l’individuazione dell’erede secondo le regole della successione legittima, che prevede una serie di possibilità alternative, dai parenti più prossimi fino ai più lontani.

In mancanza di altri possibili successori l’eredità viene attribuita allo Stato.

Tra accettare e rinunciare all’eredità c’è una terza opzione: l’accettazione con beneficio di inventario. Essa consente di rispondere dei debiti solo entro il valore dei beni ereditari. Va fatta entro 40 giorni, in caso contrario è considerato erede puro e semplice.

In caso di eredi minorenni, l’atto di rinuncia all’eredità, deve essere presentato da entrambi i genitori, mentre nel caso di eredi interdetti, inabilitati o minori, va richiesta dal tutore o dal genitore, previa richiesta di autorizzazione al Giudice Tutelare del luogo di residenza dell’erede.

Costo atto di rinuncia all’eredità a Roma

L’atto di rinuncia si può presentare davanti ad un qualsiasi notaio di Roma.

I costi della rinuncia sono i seguenti:

  • 16 euro per la marca da bollo da apporre sull’atto;
  • 200 euro per la tassa di registrazione, da versare all’Agenzia delle Entrate tramite modello F23.
  • parcella del notaio.

Come scegliere l’aspirapolvere più giusto per te

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Per capire qual è l’aspirapolvere più adatto alle tue esigenze, devi valutare prima di tutto in che modo hai intenzione di utilizzarlo, e cioè a quali impieghi esso sarà destinato. Per esempio, se la tua necessità primaria è solo quella di pulire le piastrelle o i pavimenti, ti puoi accontentare di un modello a traino caratterizzato da un livello elevato di potenza. Si tratta di un tipo di aspirapolvere che mette a tua disposizione tutti gli accessori che ti servono per raggiungere anche i punti che in apparenza sembrano più ostici e tutti quegli angoli in cui non potresti mai arrivare con una scopa normale.

Nel caso in cui tu voglia optare per un modello convenzionale e rinunciare a un aspirapolvere verticale, non dimenticare di verificare la possibilità di fermare la spazzola che si trova al di sotto della scopa, in modo tale che tu possa sfruttare unicamente l’aspirazione. In caso contrario, potresti rischiare di spargere la polvere, ottenendo l’effetto esattamente opposto a quello che desideri, o addirittura di graffiare il pavimento. Con un Folletto questo pericolo è scongiurato: clicca qui se hai bisogno di sacchetti Folletto originali.

Come pulire i tappeti

Nel caso in cui la tua abitazione presenti numerosi tappeti, potresti aver bisogno di un aspirapolvere con testina motorizzata. Se, però, devi fare i conti con ambienti grandi e quindi impegnativi da pulire, il consiglio è quello di puntare su un aspirapolvere verticale, che si fa apprezzare per la maggiore facilità di impiego che lo contraddistingue. Tieni presente che la pulizia dei tappeti si può rivelare molto complicata: ecco perché ti serve un apparecchio che ti consenta di regolare l’altezza. Addirittura esistono in commercio dei modelli dotati di sensori per la polvere, capaci di non farsi sfuggire neppure un granello di sporco.

E se in casa ci sono delle scale?

In un appartamento disposto su più piani, e quindi dotato di scale, l’esigenza principale a cui devi pensare è quella della comodità: ti occorre, insomma, un aspirapolvere che sia facile da portare in giro e da maneggiare. La ricerca della migliore trasportabilità possibile ti potrebbe condurre a un modello verticale, purché molto leggero. Da evitare, ovviamente, gli aspirapolveri a traino. Un modello silenzioso è, invece, ciò di cui non puoi fare a meno se hai l’abitudine di restare fuori casa per tutto il giorno, magari per motivi di lavoro, e quindi ti ritrovi a pulire nelle ore più impensabili, la sera tardi o al mattino presto. Ovviamente non hai intenzione di disturbare i vicini di casa, e pertanto cerchi di ridurre i rumori al minimo. Ecco, quindi, un aspirapolvere di fascia alta, in grado di coniugare prestazioni elevate e una batteria eccellente.

Cosa fare se sei allergico

Se sei allergico alla polvere, o se vivi in una casa frequentata da persone allergiche, ti occorre un modello dotato di un filtro Hepa. Il problema è che i filtri di questo tipo non sono tutti uguali tra loro: i più performanti sono quelli capaci di trattenere le particelle più piccole. Se, però, nel tuo appartamento sono presenti superfici diverse, nella tua scelta devi tenere conto anche di questo aspetto: per esempio con un modello che, oltre a essere munito di un selettore di potenza, sia dotato di accessori che ti permettano di pulire di volta in volta il parquet, le piastrelle, la moquette, e così via. 

La classe immutata degli orologi Swatch

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Da tempo immemore un orologio Swatch è sinonimo di classe, eleganza e capacità di distinguersi: ogni esemplare è il risultato ideale di un connubio magnifico tra la praticità che è richiesta a un accessorio di questo tipo, lo stile e un rapporto qualità prezzo di eccellenza. Gli orologi Swatch per uomo e donna hanno saputo imporsi sul mercato sin dagli anni ’80 del secolo scorso, e si sono fatti riconoscere per la portata innovativa che li ha sempre caratterizzati: non è esagerato parlare di una concezione nuova, e quasi sorprendente, di orologio. Anche per questo motivo con il trascorrere degli anni l’offerta a disposizione degli appassionati è diventata sempre più ricca e variegata, al punto che oggi si ha quasi l’imbarazzo della scelta tra le molteplici proposte su cui si può contare.

Tanti stili per gli orologi Swatch 

Simbolo di praticità e stile, gli orologi Swatch vengono proposti in una straordinaria varietà di versioni che sono in grado di andare incontro ai gusti più diversi e di assecondare anche i palati degli appassionati più esigente: si spazia, infatti, dagli esemplari più trendy, con un design estremamente ricercato, alle linee classiche, che nel solco della tradizione sono una garanzia di alta qualità. Che si sia in cerca di un orologio da mettere nella vita di tutti i giorni o di un modello da sfoggiare solo nelle occasioni più importanti, dunque, si può essere sempre sicuri di trovare ciò di cui si ha bisogno e di riuscire a farsi stupire da innovazioni e creazioni all’avanguardia.

Look ed estetica, insomma, ma senza rinunciare alla comodità di funzioni all’avanguardia che si adattano a qualsiasi tipo di contesto: vale la pena di menzionare, a questo proposito, gli orologi che riescono a resistere all’acqua, ma anche i modelli che fanno parte delle serie Irony, che presentano un corpo in metallo, vero e proprio status symbol apprezzato dagli imprenditori, dagli uomini di affari e dai manager. E, ancora, ecco gli Swatch con il cronografo, perfetti per le necessità degli atleti, degli sportivi o più semplicemente di chi ha voglia di tenersi in forma.

Anche per i più piccoli

Gli Swatch sono adatti a tutti: uomini e donne, single e sposati, manager e operai, grandi e piccini. Proprio così: la serie dei Flick Flack, infatti, è pensata per i bambini e per i ragazzi, con modelli creati in maniera specifica per i più piccoli, con le lancette di colori diversi che li aiutano a leggere l’ora senza alcuna difficoltà.

Tra i tanti Swatch che hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia in questo settore, non si può fare a meno di menzionare il Gent Once Again Gb 743, un vero e proprio classico rimasto impresso nella memoria di tutti gli esperti, destinato a non tramontare mai. Il merito del suo successo va attribuito, da un lato, alla sua sobrietà e alla sua discrezione, e, dall’altro lato, alla sua straordinaria versatilità: non solo perché si tratta di un modello unisex, ma anche in virtù del suo formato compatto e leggero, che ben si presta a qualunque outfit con uno stile piacevole che si adatta sia alle esigenze degli uomini che alle necessità delle donne. Gli standard di comfort più elevati, poi, sono assicurati dalla presenza di un cinturino in gomma, che fa sì che questo orologio possa essere tenuto anche per molte ore di seguito senza dare fastidio o creare disagi di altro genere. 

Assicurazioni: è boom delle polizze vita

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87575732Secondo quanto riportato dall’ANIA, cioè l’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, nel 2017 è cresciuto in Italia il mercato delle assicurazioni, in particolare quelle sulla vita. Inoltre, rispetto allo scorso anno, già nei primi due mesi del 2018 è stato registrato un aumento dei premi vita emessi e della produzione di polizze vita individuali. Stiamo quindi assistendo ad un vero e proprio boom. Cerchiamo pertanto di capire cos’è una polizza vita e perché è importante averla, come funziona e come attivarla, quali sono le varie tipologie.

Assicurazione sulla vita: di cosa si tratta?

Assicurazionivita.net specificano che questo tipo di polizza è un vero e proprio contratto che garantisce a chi lo contrae, e quindi al beneficiario, un rimborso in denaro nei seguenti casi: morte prematura, invalidità o grave malattia, situazioni di difficoltà economica. Appare chiaro, quindi, che una buona polizza vita è necessaria se si vuole garantire serenità e sicurezza sia ai propri familiari che a se stessi. Stipularla è altresì importante perché garantisce assistenza nel caso in cui ci si ritrovi ad affrontare delle ingenti spese mediche causate da una grave malattia o dalla perdita di autosufficienza. Inoltre, come già accennato, assicura un sostegno economico ai familiari nel caso in cui il contraente scompaia prematuramente. Solitamente, la polizza vita viene consigliata alle famiglie che vivono con un solo reddito e che hanno figli a carico non ancora indipendenti dal punto di vista economico, o che hanno un mutuo sulle spalle da pagare.

Polizza vita: come attivarla

Prima di avviare le pratiche per attivare una polizza vita, è bene prendere in considerazione alcuni elementi, come l’età del contraente, il capitale che si vuole assicurare, il tempo in cui verrà dilazionato il pagamento del premio e le varie modalità. Dopo aver ragionato bene su tutti questi aspetti, si potrà sottoscrivere il contratto con la compagnia assicurativa. All’interno dello stesso si potranno leggere tutte le informazioni riguardanti il tipo di polizza attivata, l’anagrafica e la durata totale dell’assicurazione. Prima di procedere alla fase finale, cioè alla firma, è indispensabile leggere bene ogni singolo rigo del contratto stesso per evitare di andare incontro a spiacevoli sorprese. Ovviamente, all’interno del contratto verrà indicata la modalità di pagamento che si è scelta e l’entità del premio. Fatta la proposta di polizza, bisogna attendere che la compagnia assicurativa l’accetti. Tra gli incartamenti, sarà presente anche un questionario circa le condizioni di salute del contraente, le sue abitudini, le attività professionali e sportive. Accade molto spesso che la compagnia assicurativa richieda preventivamente all’assicurato di sottoporsi ad una visita medica.

Come funziona una polizza vita

La persona che contrae la polizza, versa un premio, solitamente annuale, all’assicurazione. L’ammontare del premio può variare in base alle prestazioni che sono state richieste, alla durata della polizza e al capitale, all’età dell’assicurato, alle sue abitudini di vita e, soprattutto, in base alle sue condizioni di salute. Il capitale, o rendita, invece, è l’importo che la compagnia assicurativa si impegna a versare nel caso in cui si verifichino determinate condizioni. L’unica differenza tra capitale e rendita è che il primo verrà percepito dal beneficiario alla fine del contratto e tutto in un’unica soluzione; la rendita, invece, è come se fosse una sorta di vitalizio che viene corrisposto per quel determinato periodo di tempo previsto dal contratto.

Varie tipologie di polizze vita

Esistono diverse tipologie di polizze. La più conosciuta è quella caso morte, che assicura ai propri familiari un capitale che verrà corrisposto per un determinato periodo di tempo in caso di morte del soggetto assicurato. Le polizze caso vita, invece, vengono spesso associate ad una pensione integrativa e vanno a coprire i rischi che si corrono vivendo. Il premio messo da parte può essere riscosso o immediatamente o in differita, quindi successivamente. Infine, le polizze miste assicurano un capitale agli individui in entrambi i casi descritti prima.

Diversi studi attribuiscono la crescita preponderante della ludopatia a internet

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Social-Media-User-800x480La dipendenza dal gioco patologico rappresenta, nel nostro paese, un fenomeno in continua espansione. Secondo i dati contenuti nei recenti rapporti Espad e Ispad del Cnr, il 43% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha giocato almeno una volta nel corso della sua esistenza.  Ancora più preoccupante la situazione dei giovani: il 47.1% dei giocatori ha, infatti, tra i 15 e i 19 anni. A giocare sono più ragazzi (58.1%), ma anche il numero delle ragazze è alquanto elevato (36.8%). Guardando i dati non stupisce che tra il 4 e l’8% degli adolescenti abbia problemi di gioco e tra il 10 e il 14% sia a rischio di contrarre la patologia.

La relazione empatica tra ludopatia e internet

Sulla rete pullulano infatti migliaia di siti dove è possibile scommettere in svariati ambiti: sport, casinò e slot machine, bingo, poker, lotterie istantanee. Il giocatore è così sottoposto a maggiori stimoli, non riesce a controllarsi, diventa compulsivo e finisce col cadere nella rete della dipendenza.

La ludopatia viene definita come un disturbo del controllo degli impulsi in cui chi soffre sente il desiderio irrefrenabile di continuare a giocare nonostante le conseguenze negative che possono scaturire da tale comportamento. Il gioco si converte in una vera e propria dipendenza, come accade col tabacco, l’alcool o qualsiasi altro tipo di droga. La ludopatia, così come ogni altra malattia, presenta dei sintomi, ma c’è chi la definisce nascosta perché non appaiono segni evidenti e fisici come avviene, ad esempio, con la droga o l’alcol.

I fattori che rientrano in gioco in questa forma di dipendenza sono per lo più psicologici. Il giocatore patologico perde il controllo e non riesce a smettere di giocare, anche quando si ripromette che non tornerà più a dedicarsi all’attività. La ragione per cui non si riesce a farlo, è che diventa un’abitudine talmente radicata dalla quale risulta difficile allontanarsi. Le persone, familiari, amici, conoscenti, sono i primi ad accorgersi che il loro caro sta vivendo un serio problema, l’unico che invece continuerà a non riconoscerlo.  Il desiderio di vincere denaro e diventare ricchi, si impadronisce della persona inducendolo a giocare e rigiocare più volte.

Ludopatia inconsapevole

La persona è inconsapevole dei rischi legati all’abitudine a giocare e difficilmente affermerà di aver paura di poter ricadere nel vizio dichiarandosi assolutamente convinta di essere capace di esercitare un’autoregolazione. La realtà è che molti giocatori patologici non sono consapevoli della forma di dipendenza che hanno sviluppato e sono poco informati sulle dinamiche della patologia stessa, questo fenomeno prende il nome di dipendenza inconsapevole. Giocare compulsivamente non significa solo svuotare il proprio portafogli, ma sperimentare il desiderio irresistibile di giocare che, se non soddisfatto, impedisce di vivere giorno dopo giorno.

Ludopatia online

L’avvento del gioco online e la sua regolamentazione ha rappresentato un’aggravante di questa forma di dipendenza. Non c’è bisogno di recarsi in un casinò per giocare e sfidare la dea bendata. Inoltre, così come avviene con le slot machine (considerate l’anticamera della dipendenza), il giocatore riceve stimoli immediati che indicano se ha vinto o perso una partita. A ciò si aggiunge la possibilità di accedere a questa tipologia di giochi in qualsiasi momento e luogo, attraverso i dispositivi mobili.

I giochi online, come le slot machine terresti e digitali, sono basati sulla strategia del rinforzo intermittente. Le vincite intermittenti alimentano la credenza che prima o poi possano capitare anche vincite sostanziali le quali finiscono con il rafforzare alcune cognizioni erronee circa il gioco favorendone così la persistenza. Il giocatore diventa una vittima del suo desiderio di giocare, specialmente quando non capace di tenere sotto controllo le sue cognizioni erronee: non riuscendo a rimandare a più tardi la sua decisione di giocare, non riesce ad affrontare la soluzione dei suoi problemi.

Il dato confortante è che fortunatamente la dipendenza dal gioco online si può curare e che ciò non significa che tutti coloro che accedono a questi giochi possono diventare giocatori problematici. Nonostante si tratti di disturbi che si verificano episodicamente e che possono presentare ricadute, un giocatore d’azzardo online non deve convertirsi per forza in un giocatore d’azzardo cronico.

A cosa serve il paraschiena moto

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Come ben sa qualsiasi amante delle due ruote, il paraschiena moto è fondamentale per chi ama viaggiare, anche per rispettare le norme in vigore: è obbligatorio, infatti, per i conducenti dei veicoli di potenza superiore ai 25 kW. Si tratta di una protezione di cui non si può fare a meno per tenere il costato e la schiena al riparo dalle conseguenze di possibili colpi e urti, ma non solo: questo accessorio, infatti, permette anche di prevenire le abrasioni e di proteggere gli organi interni in caso di caduta. Si calcola che il rischio di gravi lesioni a carico della colonna vertebrale si riduca del 60%, e che quello di traumi irreversibili si riduca del 40% indossando il paraschiena. Le lesioni spinali, per altro, in molte occasioni non sono determinate dagli impatti, ma dagli inarcamenti della schiena che gli stessi impatti causano.

Il compito di un paraschiena moto

La funzione di un paraschiena è quella di fare in modo che la forza sprigionata dall’urto contro un ostacolo, come per esempio il fondo stradale, possa essere assorbita: così, si riduce la trasmissione sulla colonna vertebrale di tale forza. Per essere certi di utilizzare un paraschiena omologato, è sufficiente verificare che esso sia certificato secondo la norma EN 1621-2712. A seconda del grado di protezione che garantiscono, tali dispositivi possono essere classificati nella categoria di protezione 1 o in quella di protezione 2, che è la più elevata.

I modelli a disposizione sul mercato sono tre: il Lower Protector, il Back Protector e il Full Back Protector. Un paraschiena Lower Protector è in grado di proteggere unicamente la fascia lombare, mentre grazie a un modello Back Protector si ha la possibilità di mettere al riparo l’intera fascia centrale della schiena; con il Full Back Protector, invece, vengono associate le funzioni degli altri due dispositivi, con in più la copertura delle scapole.

Come scegliere il paraschiena

Nel momento in cui ci si accinge all’acquisto di un paraschiena moto, si deve decidere se comprare un modello esterno o interno: quest’ultimo ha il pregio di risultare più confortevole da indossare, dal momento che deve essere sistemato all’interno della tasca posteriore del giubbotto, mentre il primo pur essendo meno comodo e caratterizzato da una praticità minore ha il vantaggio di assicurare una protezione migliore. In entrambi i casi, lo spessore non supera i tre centimetri, proprio per questioni di praticità.

Dal punto di vista della composizione, un paraschiena è realizzato nella sua parte esterno con accorgimenti tali da renderlo flessibile, così che chi lo indossa non si senta costretto nei movimenti e possa beneficiare della massima mobilità. La parte interna, poi, è progettata e realizzata in maniera da riuscire ad assorbire l’eventuale energia cinetica che si genera in occasione di un impatto o di uno scontro. 

La sicurezza è un aspetto indispensabile quando si viaggia in moto, ed è questa la ragione per la quale non si può fare a meno di un paraschiena da indossare prima di salire in sella. Può essere utile, per altro, chiedere un consiglio agli addetti del negozio o del punto vendita a cui ci si rivolge, ma è importante tenere conto anche delle proprie caratteristiche fisiche: un corpo da fantino ha esigenze diverse da quello di chi è alto due metri, per esempio. 

L’innovazione nel settore dei congressi e delle sale conferenze

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Il settore MICE è quello dei congressi, delle conferenze e degli eventi: l’acronimo è la sigla di Meetings, Incentives, Conventions and Events. Si tratta di un ambito che sta conoscendo una notevole evoluzione anche perché contraddistinto da una significativa attenzione nei confronti della tecnologia e dei mutamenti imposti dal mercato.

La formazione e i convegni devono essere sempre caratterizzati da standard elevati, da un lato per riuscire ad accrescere il pubblico di riferimento, e dall’altro lato per fare in modo che la fruizione dei contenuti che vengono comunicati sia sempre piacevole e accattivante. Come è possibile sfruttare la tecnologia nelle sale conferenze e sale meeting? Molti protagonisti del settore, per esempio, hanno paura della trasmissione in streaming live degli eventi: gli organizzatori a volte temono che un evento non possa riuscire bene se viene garantita anche la sua diffusione in diretta video, poiché hanno paura che ciò determini una presenza in loco meno consistente.

Tale timore non solo va messo da parte, ma deve addirittura essere confutato e smentito, poiché è vero proprio l’opposto. Se si è interessati a una conferenza o a uno speech e si ha la possibilità di prendervi parte dal vivo, infatti, non ha senso rinunciare a essere presente in loco solo perché viene assicurata anche la diretta video dell’evento. Nel momento in cui si segue un congresso in prima persona si ha la possibilità di conoscere e di assimilare i contenuti che vengono proposti con più facilità e con maggiore efficacia rispetto a ciò che potrebbe avvenire se ci si trovasse davanti a uno schermo, sia perché si è portati a distrarsi di meno, sia perché nella mente i ricordi si cristallizzano più agevolmente e in maniera più vivida. 

Il pubblico delle sale conferenze

Un altro motivo per il quale è bene non farsi spaventare dalle dirette video va rintracciato nel fatto che la presenza nello stesso luogo dei relatori e del pubblico favorisce un’interazione diretta e più coinvolgente, che ovviamente non sarebbe possibile in altro modo. Infine, non va dimenticato che per molte persone che decidono di partecipare a eventi e meeting una buona ragione per farlo consiste nell’opportunità di conoscere direttamente i relatori o gli organizzatori. Per tutti questi motivi, chi è realmente interessato a un appuntamento va a vederlo senza remore, sempre che sia nelle condizioni di farlo. Se tali condizioni vengono meno, ecco che si palesa l’utilità dello streaming live. La diretta in tempo reale, pertanto, non solo non contribuisce a ridurre l’audience dei convegni, ma addirittura lo estende e lo amplifica. 

I punti critici

Ovviamente è opportuno che le sale conferenze siano attrezzate in maniera tale da garantire una trasmissione e una fruizione adeguate dei contenuti. Non si può fare a meno, per esempio, di standard di qualità alti, sia dal punto di vista dell’audio che a livello video. Il livello di attenzione dell’audience dipende anche da come un evento viene ripreso e proposto. Al tempo stesso, però, è bene anche che il video risulti il più possibile “leggero” in termini di byte, così che possa essere sufficiente un collegamento Adsl per vederlo. A proposito, è essenziale che i contenuti possano essere fruiti da qualunque dispositivo: non solo al computer, dunque, ma anche da un tablet o da uno smartphone. Così la visibilità è massima e garantita.

Liquidi con nicotina per le sigarette elettroniche: ecco come sceglierli

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La scelta del liquido per la e-cigarette non è solo questione di gusto, e proprio per questo motivo deve essere ponderata con la massima attenzione: non tutti i liquidi con nicotina sono uguali, infatti, il che vuol dire che non sono adatti a qualsiasi sigaretta elettronica. Le differenze più importanti che si possono riscontrare sono quelle che riguardano gli atomizzatori che vengono adoperati per la vaporizzazione. Ecco perché è opportuno tenere conto di tutte le variabili che incidono sulla qualità di un liquido, valutando con attenzione i propri gusti e le proprie necessità. Se è vero che qualsiasi set-up – a prescindere dal fatto che sia meccanico o elettronico e indipendentemente dalle sue dimensioni – implica il ricorso a un atomizzatore al cui interno sia presente un elemento incandescente indispensabile per vaporizzare i liquidi, è altrettanto vero che la distinzione tra i vari prodotti va individuata nella resa che essi sono in grado di garantire.

Il tiro di polmone o il tiro di guancia

Chi si approccia per le prime volte al mondo delle sigarette elettroniche potrebbe non sapere di che cosa si parla quando si fa riferimento al tiro di guancia. Si tratta, molto semplicemente, di una modalità di svapare paragonabile alla tirata di sigaretta, che si differenzia dal cosiddetto tiro di polmone, in virtù del quale il vapore viene inalato direttamente nei polmoni senza che esso rimanga fermo nel cavo orale. Perché è importante saper distinguere queste due modalità? Il motivo è semplice: chi è abituato a un tiro di guancia non necessità di atomizzatori troppo ariosi, mentre chi predilige un tiro di polmone, e quindi desidera una produzione di vapore più consistente, vuol stare alla larga da potenze contenute, single coil e flussi di aria limitati. 

Ecco perché i prodotti per lo svapo possono essere distinti tra quelli per il tiro di guancia e quelli per il tiro di polmone: i primi sono indicati con la sigla MTL, che è l’acronimo dell’espressione in lingua inglese Mouth to Lung, mentre i secondi sono indicati con la sigla DLH, che è l’acronimo dell’espressione in lingua inglese Direct Lung Hit. 

Gli atomizzatori da guancia e gli atomizzatori da polmone

Un atomizzatore da guancia si caratterizza per un flusso di aria ristretto ma che, comunque, può essere regolato, e favorisce un’esperienza che può essere paragonata a quella del tiro di sigaretta. Il consumo di liquido è inferiore rispetto a quello necessario per un atomizzatore da polmone, il quale – per altro – ha bisogno di più potenza. Un atomizzatore da polmone, in effetti, è concepito e realizzato per riuscire a produrre vapore in grandi quantità, e anche per questo motivo ha un flusso d’aria che si può aprire in modo considerevole. Esso viene impiegato con liquidi con nicotina in concentrazioni modeste, così che i tiri non graffino troppo, e presenta canali di alimentazione del liquido di dimensioni maggiore.

Nei liquidi con nicotina e in quelli privi di nicotina ci sono sempre due ingredienti: la glicerina vegetale e il glicole propilenico. La prima è un liquido contraddistinto da una considerevole densità e, proprio per questa ragione, non viene assorbita facilmente dal cotone; genera molto vapore, mentre la throat hit è decisamente limitata. Il glicole propilenico, invece, è più leggero e propone un colpo in gola più evidente. La sua resa aromatica è migliore.