Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 22/03/2005 clode (1K)stampa (1K)

Provincia e Ministero: ok a Monte Ardone
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Il sequestro rimane, ma la Provincia di Parma, col parere del ministero, ha approvato il Piano d’adeguamento. Mentre Tiedoli non aprirà mai più
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L’ultimo capitolo sulla discarica di Monte Ardone era stato scritto lo scorso 22 ottobre 2004, quando il Tribunale del riesame aveva confermato i sigilli all’impianto fornovese, sequestrato 16 giorni prima. Ma la Provincia di Parma, ieri, ha riempito altre pagine importanti di questa complicata vicenda iniziata nel lontano 1989, l’anno in cui per la prima volta si valutò la possibilità di realizzare una discarica nel comune di Fornovo. Ieri, dicevamo, è stata invece notificata alla società proprietaria dell’impianto, la Palladio Team Fornovo, l’approvazione del Piano d’adeguamento. La discarica, insomma, grazie ai pareri favorevoli di Arpa, Ausl, Vigili del fuoco e Apat (l’agenzia del ministero dell’Ambiente che in più occasioni sollevò pesanti perplessità), dal punto di vista amministrativo è a posto. Un passaggio importante, se consideriamo che il piano in questione era tra i documenti necessari al rinnovo dell’autorizzazione, mai richiesta, per l’apertura della discarica. Proprio la mancanza dell’autorizzazione, scaduta il 27 novembre del 2003, fu il punto cardine sul quale si imperniò l’ordinanza di sequestro e che portò l’autorità giudiziaria a contestare ai proprietari di oggi, la Palladio Team, e quelli di ieri, il consorzio Gma, il reato di “discarica abusiva” dopo i conferimenti avvenuti tra il luglio e l’ottobre del 2004 che portarono a Monte Ardone 1.166 tonnellate di rifiuti. Ma se allo stato attuale delle cose il sequestro rimane, e non è certo un “ma” da poco, l’impianto potrà comunque ottenere l’autorizzazione, grazie al fatto che il piano d’adeguamento è stato approvato prima del 16 luglio 2005, il termine ultimo previsto per ottenere una proroga che consenta di proseguire l’attività. Se il piano non fosse stato approvato in tempo utile, la chiusura di Monte Ardone, indipendentemente dal sequestro, sarebbe stata definitiva. Proprio entro la fine di marzo verranno inoltre depositate al Tribunale di Parma le perizie tecniche sull’impianto fornovese. Secondo il Piano di adeguamento, in prossimità della discarica dovranno essere posizionati due inclinometri ed entro 180 giorni, dovranno essere depositate fidejussioni che rispettino la nuova normativa regionale. Quanto accaduto ieri, insomma, è soltanto una luce in fondo ad un tunnel ancora lungo... e ancora molto buio. LA DISCARICA DI TIEDOLI NON APRIRÀ MAI PIÙ Chi chiuderà bottega definitivamente è la discarica di Tiedoli che, spiega il presidente della Comunità montana ovest Carlo Berni , «non riaprirà, se non per ospitare 4.000 tonnellate di rifiuti necessari a sistemare le pendenze dell’impianto», ha dichiarato ieri a margine della Conferenza dei servizi che si è tenuta in Provincia. Per quel che concerne la messa in sicurezza dell’impianto di Tiedoli, «a bbiamo coperto con dei teli la quinta vasca per evitare la fuoriuscita di percolato – assicura Berni - abbiamo effettuato lavori di regolarizzazione del deflusso delle acque e le procedure necessarie per l’automatizzazione dello stoccaggio del percolato. Riguardo alla depurazione in loco del percolato abbiamo dovuto rivedere le condizioni contrattuali che avevamo concordato con la ditta e siamo arrivati a pagare 17,5 euro a tonnellata. Sono stati ultimati i lavori nella sesta vasca e proprio oggi sono iniziati quelli riguardanti il versante della montagna. Infine, dobbiamo reperire i fondi per la copertura della sesta vasca e, nel giro di poco tempo, anche per le griglie sul rio Tovi”.     TEMPI LUNGHI PER IL PRESELETTORE Purtroppo per gli abitanti della Comunità Montana, l’entrata in funzione del preselettore da ieri è ancora più lontana. Nel corso della Conferenza dei servizi, non è stato infatti possibile autorizzare l’impianto, perché mancano ancora alcuni documenti tra i quali l’agibilità e quelli riguardanti le emissioni in atmosfera. «Serviranno 15-20 giorni in più» , dichiara lo stesso Berni. «Oggi – prosegue – smaltire una tonnellata ci costa 120 euro, ma se la Comunità Montana dovesse far gravare sui cittadini altri servizi, il prezzo arrive- rebbe a 180 euro». Fino alla fine di aprile i Comuni che fanno parte dell’ente comprensoriale potranno spedire i propri rifiuti alla bolognese Hera, dopodichè il destino dell’immondizia della Montagna Ovest sarà incerto anche se proprio in quei giorni, il preselettore dovrebbe entrare in funzione. Gabriele Franzini

estratto da PolisQuotidiano.it