Acqua a km 0: metà degli italiani beve quella del rubinetto


Foto da comune.porto-torres.ss.it

Sempre più italiani fanno uso di erogatori per bere l’acqua del rubinetto. Secondo un recente sondaggio, il 44% degli intervistati ha dichiarato di non comprare più l’acqua in bottiglia al supermercato, preferendo bere «sempre o quasi sempre» quella dell’acquedotto.

Il motivo? Per il 29% degli intervistati è stata, molto semplicemente, una questione di comodità. Gli erogatori di acqua domestici hanno rappresentato una scelta di comfort sufficientemente valida per dire addio ai ‘vecchi’ e pesanti cestelli del negozio. Il 26% degli interpellati, invece, ritiene l’acqua ‘comunale’ più buona rispetto a quella confezionata – il 4% apprezza particolarmente la possibilità offerta da alcuni erogatori di conferire all’acqua un gusto ‘su misura’.

Un consumatore su cinque, circa il 20% sul totale, ha dichiarato di bere acqua del rubinetto perché sottoposta a maggiori controlli e quindi più sicura di quella confezionata. Poi, c’è il costo: il 17% la preferisce perché è più economica. La questione ambientalista, infine, ha convinto l’11% degli interpellati.

Secondo la ricerca, i motivi di questa evoluzione nelle abitudini degli italiani sono molteplici: la moltiplicazione dei chioschi pubblici comunali presenti sul territorio, che trattano e distribuiscono l’acqua, ha influito e non poco. Basti pensare che oggi è il 67% degli intervistati a conoscere questo tipo di servizio, mentre tre anni fa era il 56%.

Anche la tecnologia sempre più semplice e facile da usare dei moderni erogatori d’acqua, in particolare di quelli collegati direttamente alla rete idrica, ha dato una sensibile spinta in questa direzione, conquistando il favore di sempre più persone. Questi strumenti – comodi e adatti a ogni tipo di utilizzo, da quello domestico all’ufficio – garantiscono alta qualità dell’acqua, a fronte di costi di installazione e manutenzione minimi.