Il disturbo post traumatico da stress

stressTra le tante aree di intervento per cui può essere utile il consulto di una psicoterapeuta a Roma c’è anche il cosiddetto disturbo post traumatico da stress: in questi casi si è soliti ricorrere alla terapia cognitivo comportamentale per ridurre o eliminare il problema. Come si può intuire dal nome, si tratta di un disturbo che si presenta per colpa di un fattore traumatico molto intenso e violento, per non dire estremo, che ha coinvolto la persona. Il soggetto può avere assistito a un avvenimento terribile o avervi direttamente preso parte in prima persona; in altri casi, la ragione va individuata nell’aver vissuto un evento caratterizzato da forti minacce, da lesioni gravi, da morte, da torture, da rapimenti, da disastri, da gravi malattie, e così via.

Una psicoterapeuta a Roma permette di far venire meno tutti i sintomi tipici del disturbo post traumatico da stress, che includono sentimenti di impotenza, una paura intensa e, soprattutto, la tendenza a rivivere con orrore e in modo continuo l’evento traumatico, con ricorrenti ricordi ovviamente poco piacevoli. Il disagio psicologico può derivare da sogni sgradevoli e da pensieri intrusivi, incubi e percezioni scatenate dalle ragioni più diverse ma riconducibili comunque al fatto traumatico.

Come intervenire

Dal punto di vista clinico, il disturbo post traumatico da stress può essere gestito e affrontato in modi diversi: spetta al professionista che ha in cura il paziente individuare quello più adeguato, tenendo conto che questo disturbo fa parte della più ampia categoria dei disturbi d’ansia. Ecco perché l’orientamento comune è quello che prevede di optare per la psicoterapia cognitivo comportamentale, che ha consentito di sviluppare diversi mezzi tutti ugualmente efficaci: il suo obiettivo è quello di aiutare le persone a definire le convinzioni e i pensieri negativi per poi monitorarli e tenerli sotto controllo. Si tratta, in sostanza, di individuare quelli che possono essere considerati come errori logici tipici delle convinzioni, al fine di esplorare le alternative di comportamento e di pensiero più convenienti, più vantaggiose e più funzionali, sempre in rapporto al trauma di cui si è stati protagonisti o vittime.

Un esempio di tecnica, tra quelle impiegate, è l’esposizione, a cui si fa riferimento per limitare le situazioni di evitamento: in questo caso la persona è indotta a rivivere il fatto e a ripercorrerlo nella propria testa, in modo da descriverlo e illustrarlo al terapeuta. Il metodo, se applicato in modo graduale, dà alla persona l’opportunità di tornare in possesso delle funzionalità sociali tipiche della vita di tutti i giorni che ha smarrito o comunque ha visto allontanarsi proprio per colpa degli evitamenti derivanti alla sindroma di ansia anticipatoria caratteristica del disturbo post traumatico da stress. Con la procedura di esposizione si tenta di offrire al soggetto un modo per valutare quel che gli fa paura e lo terrorizza in un contesto controllato: appare evidente, quindi, la necessità di collaborazione con il terapeuta.