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Come scegliere la protezione solare giusta

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Si è fatta aspettare per parecchio tempo, ma finalmente è arrivata: l’estate ha iniziato a riscaldare con i suoi raggi roventi la nostra penisola. Si può dunque iniziare a esporre la pelle al sole, per rilassarsi al suo tepore e, magari, per raggiungere una bella tintarella.. L’importante, però, è scegliere la protezione solare più adatta alla propria pelle, così da ridurre per quanto possibile i tanti danni che l’esposizione al sole può comportare. Proprio così: i raggi ultravioletti possono infatti causare non solo dolorose bruciature, ma anche eritemi solari, macchie cutanee e, alla lunga, invecchiamento della cute. Non bisogna poi dimenticare la connessione tra l’esposizione senza protezione al sole e l’insorgere dei tumori alla pelle. Scegliere la protezione solare giusta, dunque, è un vero e proprio obbligo: ma quali sono i fattori da tenere in considerazione? Ancora prima di pensare alla crema solare giusta, è fondamentale soffermarsi sull’analisi della propria pelle. Tu sai, per esempio, qual è il tuo fototipo?

Prima di scegliere la protezione solare: capire il proprio fototipo

Il tipo di crema solare da scegliere dipende in primo luogo – ma non solo, come vedremo – dal proprio fototipo. In dermatologia, per semplicità, si suddividono infatti le tipologie di pelle in 6 fototipi, in base alla quantità di melanina contenuta dai diversi tipi di cute. Ecco i gruppi:

  • Il fototipo 1, al quale appartengono le persone con pelle chiarissima e capelli rossi o biondi;
  • Il fototipo 2, al quale appartengono le persone con pelle chiara e capelli biondi o castani;
  • Il fototipo 3, al quale appartengono le persone con pelle sensibile e capelli biondi scuri o castani chiari;
  • Il fototipo 4, al quale appartengono le persone con pelle mediamente sensibile e con capelli castani;
  • Il fototipo 5, al quale appartengono le persone con pelle olivastra e capelli castani o neri;
  • Il fototipo 6, al quale appartengono le persone con pelle non sensibile, e con i capelli molto scuri.

Il fototipo è il primo fattore da tenere in considerazione per scegliere la protezione solare. Ma quante tipologie di creme esistono?

La crema per la protezione solare: funzionamento e tipologie

Per scegliere la protezione solare più adatta è importante capire che il funzionamento di base è il medesimo per tutte le creme. Si ha sempre a che fare, principalmente, con dei filtri solari chimici, che hanno la funzione di assorbire i raggi ultravioletti, i quali possono essere affiancati dai schermi fisici, che invece hanno il compito di riflettere la luce solare.

A distinguere una crema solare dall’altra è il fattore di protezione solare, il quale varia solitamente da valori vicini al 10 fino al 50+. Le persone con un fototipo basso dovranno orientativamente scegliere la protezione solare con i valori più alti, mentre invece le persone con un fototipo più alto, come per esempio 5 e 6, potranno acquistare delle creme solari più blande. Ma ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione. La posizione geografica, l’esposizione, l’abbronzatura già presente, l’ora del giorno, l’altitudine e via dicendo sono tutti fattori che possono modificare il rischio di scottature.

In linea di massima, è sempre bene iniziare, a prescindere dal fototipo, da una crema solare con fattore di protezione solare minimo di 30, per assorbire buona parte dei raggi ultravioletti. Solo in un secondo tempo le persone con una pelle non troppo sensibile potranno passare a una crema più ‘debole’, come per esempio una 15. I dermatologi, in ogni caso, sconsigliano di scendere al di sotto di questo valore, per non vanificare la funzione stessa di questi prodotti protettivi.

Allenarsi con le trazioni alla sbarra

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Allenarsi con le trazioni è una soluzione ideale per mantenere in esercizio quasi tutto l’upper body, in considerazione dei tanti benefici che scaturiscono da questo tipo di attività. Per altro, anche il semplice atto di appendersi alla sbarra senza fare niente altro assicura tanti vantaggi: da una parte si attenuano i dolori alle spalle e dall’altra parte si ha l’opportunità di decomprimere la spina dorsale. Si tratta, inoltre, di uno stretching eccellente per l’intero upper body, grazie a cui si può migliorare la presa. Questo è un esercizio che fa parte dell’allenamento corpo libero e calisthenics per mezzo del quale si ottiene uno sviluppo notevole della schiena.

Massa muscolare e forza

È evidente che i risultati che si possono ottenere sono strettamente correlati alla costanza con la quale ci si allena. Se ci si esercita in modo regolare, però, si ha la certezza di ritrovarsi con una schiena muscolosa e molto forte. Le trazioni alla sbarra costituiscono il modo ideale per accrescere la massa muscolare e la forza, a maggior ragione se si è ancora dei principianti. Il corpo, infatti, nel momento in cui si effettua una trazione genera una resistenza che permette di diventare più grossi e forti. Ovviamente, non appena ci si rende conto che eseguire le trazioni alla sbarra è semplice, si può a mano a mano incrementare il livello di difficoltà dell’esercizio.

Un allenamento gratuito, o quasi

Per altro, le trazioni alla sbarra sono un esercizio a costo zero, o quasi: la convenienza dal punto di vista economico è di sicuro un aspetto che non può essere sottovalutato. Non servono attrezzature specifiche e neppure abbonarsi alla palestra. I pull-ups sono così tanto popolari anche perché tutto ciò di cui si ha bisogno per eseguirli è rappresentato da alcuni anelli o da una sbarra. Non solo: a volte può essere sufficiente un semplice ripiano che permetta di aggrapparsi e di tenersi in forma eseguendo delle trazioni. Si vanno diffondendo sempre di più i parchi calisthenics, che ovviamente sono gratuiti.

Dove e come acquistare una barra per trazioni

Ci si può organizzare anche a casa, usando una barra per trazioni telescopica per allenarsi. Dove comprarla? Il nostro consiglio è di scegliere Comprasport, un’azienda di riferimento per tutti gli appassionati di sport e tempo libero grazie alla vastità e alla ricchezza del suo catalogo. Acquistando su questo e-commerce, per altro, si può usufruire della consegna gratuita per tutti gli ordini che superano i 25 euro. I metodi di pagamento fra cui è possibile scegliere sono diversi: il bonifico bancario, la carta di credito e PayPal. Tutti, comunque, sono di facile utilizzo ed estremamente sicuri.

Un esercizio solo che permette di risparmiare tempo

L’efficienza è un altro dei punti di forza delle trazioni alla sbarra; si tratta, infatti, di un esercizio che consente di risparmiare un sacco di tempo. Eseguendo le trazioni si coinvolgono numerosi muscoli, dal core fino alle mani. Se si avesse intenzione di allenare così tanti muscoli in altro modo, sarebbero necessari molti più esercizi. Insomma, sono pochi gli esercizi per la schiena che, come le trazioni alla sbarra, offrono l’opportunità di lavorare nello stesso momento un numero così elevato di muscoli.

Aumentare la difficoltà

Con le trazioni alla sbarra, il livello di difficoltà degli esercizi può essere ridotto o accresciuto come e quando si vuole, a seconda delle esigenze e degli obiettivi che ci si propone di conseguire. Se per arrivare alla prima trazione alla sbarra servono delle progressioni, c’è bisogno di altre progressioni per accrescere la difficoltà, per esempio incrementando il carico o scegliendo una variante ancora più impegnativa.

Come funziona il drenaggio linfatico

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La pratica del drenaggio linfatico consiste in una tecnica di massaggio ritmico effettuata con dolcezza il cui scopo è quello di promuovere e stimolare la circolazione della linfa nell’organismo. Ne parliamo con Villa Regina Arco, un punto di riferimento in Trentino e in tutta Italia per la riabilitazione estensiva e per la lungodegenza, con servizi offerti sia in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale che privatamente.

Perché scegliere il linfodrenaggio

A condizione che venga abbinata a una regolare attività fisica aerobica e a uno stile alimentare corretto, la manualità del drenaggio linfatico rappresenta la terapia naturale più efficace a cui si possa ricorrere per contrastare le alterazioni che riguardano il sistema linfatico: si pensi al linfedema, che costituisce una condizione patologica vera e propria, ma anche alla cellulite, che va annoverata nei disturbi correlati alla ritenzione idrica. Oggi il linfodrenaggio deve essere effettuato da fisioterapisti specializzati: la tecnica facilita l’espulsione dai tessuti dei liquidi linfatici e promuove la circolazione linfatica.

Il linfodrenaggio del braccio

Il drenaggio linfatico si può rendere necessario per gli arti superiori quando i pazienti sono stati privati dei linfonodi ascellari per una radioterapia o a causa di un tumore alla mammella. Nel momento in cui le stazioni linfonodali vengono eradicate, la linfa si blocca a livello del braccio: con il passare del tempo si può innescare la sindrome del braccio grosso. È molto importante, da questo punto di vista, svolgere una prevenzione adeguata. Sin dai primi tempi successivi alla linfoadenectomia sarebbe importante sottoporsi a cicli di linfodrenaggio: se è vero che i linfedemi non sono pericolosi, è altrettanto vero che possono diventare invalidanti se non vengono trattati in modo rapido, per esempio aumentando di dimensioni, limitando lo svolgimento di attività quotidiane o causando infiammazioni.

Il linfodrenaggio con bendaggio

Il linfodrenaggio con bendaggio è un accorgimento a cui si ricorre nei casi di maggior gravità dei linfedemi: i bendaggi elasto-compressivi sono realizzati a partire dalle teste metatarsali e raggiungono l’inguine o il ginocchio. Questo serve a impedire che l’edemi aumenti: nel caso in cui le bende siano sovrapposte in modo appropriato, la pressione che si applica agevola il ritorno venoso perché comprime le strutture muscolari. Il bendaggio – sempre che sia confezionato come si deve – è la tecnica migliore, tra quelle che possono essere abbinate al drenaggio linfatico, per ridurre gli edemi. D’altro canto, qualora venga realizzato in modo sbagliato, ci possono essere effetti collaterali anche gravi, tra i quali la trombosi venosa, le lesioni nervose o le ischemie cutanee. Da ciò si può intuire per quale motivo l’applicazione del bendaggio debba essere delegata unicamente a personale sanitario esperto e con una preparazione adeguata.

Che benefici si ricavano dal drenaggio linfatico

Il paziente già dopo la prima seduta si ritrova alle prese con una sensazione di leggerezza e di sollievo molto piacevole: la consistenza della cute migliora, così come quella dell’edema, e la diuresi aumenta. A mano a mano che il tempo passa, poi, i diametri si riducono in misura consistente.

Il disturbo del sistema linfatico nelle gambe

Gli arti inferiori sono la parte del corpo in cui il disturbo del sistema linfatico si concretizza in modo più evidente, sotto forma di linfedemi primari e secondari, di cuscinetti adiposi e di pelle a buccia di arancia. Anche la sensazione di gonfiore alle gambe e quella di pesantezza delle caviglie sono una conseguenza di tale disturbo. In tali circostanze si può intervenire con il linfodrenaggio in modo da agevolare il deflusso della circolazione linfatica. Il trattamento dura più o meno tre quarti d’ora, ed è preceduto dalla misurazione dei diametri delle parti su cui si deve intervenire.

Tè Matcha: l’elisir giapponese di giovinezza

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Un tè verde, ma non uno qualsiasi, bensì una bevanda ricchissima di sostanze benefiche per l’organismo come vitamine ed antiossidanti. È il Mat-cha, considerato universalmente come una sorta di “elisir di giovinezza”, uno dei segreti di longevità dei nipponici. Si tratta, infatti, di un tè verde molto antico (risale al X secolo) portato in Giappone da un monaco cinese e che si presenta in maniera diversa rispetto agli altri tè, poiché è in polvere finissima e compatta, tanto da essere soprannominato “cacao verde”. Noto anche per essere la bevanda utilizzata durante “la cerimonia del tè”, possiede tante altre caratteristiche interessanti: scopriamo insieme quali sono.

Il colore verde brillante e il metodo di coltivazione

La prima caratteristica del tè Matcha, che colpisce soprattutto gli occidentali, è il suo colore verde brillante, insieme con la sua consistenza in polvere. Il colore non è assolutamente artificiale, ma è dovuto al suo particolare metodo di coltivazione, chiamato kabuse: in pratica, una messa in ombra della piantagione. Le piante di tè vengono coperte con panni traspiranti ma piuttosto scuri, che fanno trapelare soltanto il 40-50% dei raggi di sole. In tal modo la parziale oscurità consente lo sviluppo della clorofilla, che conferisce il colore verde brillante alle foglioline di tè. Dopo essere state raccolte, queste foglioline di varietà Ten-cha (che di solito non danno vita a tè bevuti tal quali) vengono scelte solo in base al cuore, eliminando le venature e i rametti, stufate a vapore, essiccate e poi macinate con appositi macchinari o con pietra di mola, fino ad un’ora ogni 40 grammi di prodotto! Ecco perché si viene a creare una polvere finissima e compatta e perché questo tè non è dei più economici. 

Tutti i benefici del tè Matcha

 Il tè Matcha possiede molteplici effetti benefici per la salute, tutti provati scientificamente. Per le sue proprietà antiossidanti ed antiage, viene inserito nell’elenco dei “super food”, come i mirtilli, le bacche di goji, la quinoa, la curcuma etc. La lavorazione kabuse permette in effetti di aumentare considerevolmente la quantità di clorofilla delle foglie, e con essa aumenta la quantità di catechine, polifenoli e vitamine. Un polifenolo particolarmente efficace all’interno del Matcha è l’Egcg (Gallato di epigallocatechina) che sarebbe responsabile del rallentamento dell’ossidazione cellulare e della prevenzione delle mutazioni delle stesse cellule, abbattendo il rischio di neoplasie e rallentando l’invecchiamento. Ma questo tè speciale contiene anche aminoacidi come la l-theanina, che riduce lo stress psicologico agendo sulle onde alfa cerebrali; vitamine come la C, che contribuiscono al drenaggio di tossine e liquidi in eccesso; l‘acido glutammico, che stimola le cellule nervose per un effetto energizzante, e la clorofilla, che depura il sangue dai metalli pesanti. Non tutti però possono consumarlo, dal momento che contiene caffeina e che alcune sue componenti possono interferire con determinati medicinali.

Come si prepara il tè Matcha

La preparazione di questo speciale tè verde non va confusa con le normali infusioni in teiera a cui i consumatori di tè sono abituati. Essa richiede infatti un procedimento tutto dedicato. Innanzitutto serve quello che viene chiamato chasen, cioè una frusta in bambù. Chi non ha il chasen utilizza un cucchiaino, di solito, ma il risultato finale della bevanda non sarà lo stesso. I puristi utilizzano poi tazza in terracotta e cucchiaino in legno creati proprio per il Matcha: rispettivamente chawan e chasaku. Gli ingredienti base per ottenere una buona tazza di tè Matcha sono: acqua calda sugli 85 gradi e polvere di tè. Si comincia emulsionando un po’ di acqua calda in un cucchiaino circa di polvere, fino ad ottenere una cremina densa, poi via via si aggiunge sempre più acqua e si frulla energicamente con il chasen, effettuando movimenti a forma di “M” e non rotatori. Il Matcha può essere preparato anche con il latte di mucca o con i latti vegetali, e viene impiegato anche in cucina come ingrediente per moltissimi piatti; per acquistarlo è preferibile rivolgersi a negozi specializzati in tè, infusi e tisane o a e-commerce di vendita tè online.

Come ricorrere alla depilazione laser inguine

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Il ricorso alla luce pulsata può rappresentare la soluzione definitiva per dire addio ai peli di troppo in corrispondenza della zona inguinale. Nel momento in cui scegli la depilazione laser inguine per un trattamento totale, la luce pulsata ti garantisce i risultati che ti attendi senza rischi: essa fa riferimento all’adozione di una particolare lampada allo xenon, attraverso la quale possono essere bombardati da un fascio di luce i bulbi piliferi che sono destinati a essere annientati. Il laser emette un livello di energia che cambia in funzione della tipologia di intervento che deve essere portata a termine, la quale a sua volta varia in base alla zona su cui si deve intervenire e alle caratteristiche dei peli. Altri fattori che è bene tenere in considerazione per modulare la depilazione laser inguine sono la presenza di eventuali disfunzioni ormonali e l’assunzione di particolari medicinali in grado di provocare l’irsutismo.

I vantaggi offerti dalla luce pulsata per la depilazione

Occorre tener presente che dopo che ci si è sottoposti a un trattamento di luce pulsata è preferibile non esporre la zona alla luce diretta del sole e non frequentare bagni turchi o saune. In linea di massima, comunque, sono ben pochi gli effetti collaterali che sono connessi al ricorso alla luce pulsata in qualità di metodo di depilazione permanente. Nel caso in cui il trattamento venga effettuato in modo appropriato da un professionista del settore, l’impatto sulla pelle è decisamente limitato: nel giro di due o tre giorni spariscono gli eventuali rossori che si dovessero presentare, mentre non si ha a che fare con nessun tipo di dolore. Al massimo si avverte una sorta di pizzicore fastidioso, che tuttavia non ha nulla a che vedere con i disagi correlati alla depilazione con elettrolisi o, ancora peggio, con gli effetti traumatici di una ceretta a freddo o a caldo.

Un altro dei pregi della luce pulsata per la depilazione laser inguine consiste nella precisione che viene assicurata dal fascio di luce: è lo stesso operatore a impostarla prima della seduta, e questo permette di intervenire con la massima accuratezza sui bulbi piliferi dell’area su cui si vuole intervenire. Per quel che riguarda la durata e il numero delle sedute, tutto dipende da quanto è grande la zona che deve essere trattata, ma le variabili in gioco sono tante: la struttura del pelo, per esempio, ma anche il numero di peli. Per l’inguine, in genere, non ci vogliono più di cinque sedute, ma va notato che deve passare almeno un mese tra una seduta e quella successiva, visto che l’area è comunque sottoposta a un lieve trauma da cui si deve riprendere. Ogni trattamento, inoltre, dura in media tra i 30 e i 60 minuti.

Chi deve evitare la luce pulsata

Se è vero che non è pericolosa, è altrettanto vero che la luce pulsata è vietata a chi soffre di malattie cardiache e alle donne che aspettano un bambino. Inoltre, deve essere evitata dalle persone epilettiche, da quelle diabetiche, da quelle fotosensibili e da quelle che spesso hanno a che fare con l’herpes o con altre malattie della pelle contagiose. A volte i melanociti possono essere danneggiati per colpa del fascio di luce e lasciare delle cicatrici o delle macchie di colore biancastro che, in ogni caso, sono destinate a sparire nel giro di breve tempo. 

Integratori online: qualità e risparmio su Myprotein


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integratori e sport

Con il codice sconto Myprotein risparmi fino al 30%

Se cercate degli integratori online il primo e-commerce consigliato è Myprotein, rivenditore di fama ed esperienza nel settore. La base operativa si trova in UK, ma grazie al web è ormai conosciuto in tutto il mondo per gli integratori sportivi e proteine in polvere. Gran parte del successo è legato alla qualità di questi prodotti e alla convenienza offerta via Internet con i Codici Sconto Myprotein.

Altri punti di forza di questo brand di integratori online sono legati alla spedizione (gratuita anche in Australia) e al servizio clienti sempre puntuale ed efficiente. Ovviamente questi sono solo dei valori aggiunti ad una vasta gamma di prodotti sicuri e certificati a 360°. Su Myprotein.it trovate integratori online specifici per ogni esigenza, piani di allenamento e tanti consigli di fitness e nutrizione. Continue reading

Nurofen per il trattamento di febbre e dolori nei bambini

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NUROFEN: COS’È E COME FUNZIONA

Quando si usa Nurofen?

Nurofen è un antinfiammatorio, antipiretico e antidolorifico prodotto dalla casa farmaceutica Reckitt Benckiser Healthcare. Si tratta di un medicinale adatto al trattamento di sintomi influenzali, febbre, mal di testa, mal di gola e anche in caso di distorsioni e stiramenti. In commercio ne esistono di diversi formati, ideali per soddisfare diverse necessità, dalla febbre ai dolori mestruali, dal mal di testa agli ematomi, e sono disponibili anche alcuni prodotti specificatamente studiati per i bambini. Questi si trovano in vendita sotto formato di soluzione orale oppure di supposte, perfette per i bimbi piccoli che rifiutano lo sciroppo.

Come funziona?

Il principio attivo del Nurofen è l’ibuprofene, un noto antinfiammatorio non steroideo (FANS) dalle ampiamente riconosciute proprietà antipiretiche, antinfiammatorie e analgesiche. Tali benefici vengono prodotti a causa della potenzialità dell’ibuprofene di inibire l’attività di un particolare enzima, la ciclossigenasi, interrompendo la produzione di prostaglandine. Queste sono degli importanti mediatori flogistici derivanti dall’acido arachidonico e vengono prodotti in maggiori quantità in presenza di infiammazioni e altre condizioni patologiche. È proprio l’aumento di prostaglandine a livello cerebrale a far alzare la temperatura corporea che, come è noto, non è altro che la reazione dell’organismo ad un attacco da parte di virus o batteri e serve proprio per contrastarli.

COME USARE NUROFEN NEI BAMBINI

Diversi formati e dosaggi

La gamma Nurofen per bambini si compone di supposte da 125 mg (le Nurofen Junior) e la soluzione orale. Le supposte Nurofen Junior sono adatte ai bambini che hanno un peso corporeo compreso tra i 12,5 kg e i 20,5 kg (indicativamente tra i 2 e i 6 anni). Lo sciroppo, invece, è disponibile in due differenti dosaggi: da 100 mg oppure da 200 mg. Inoltre, lo si può scegliere con aroma all’arancia oppure alla fragola.

Somministrazione di Nurofen in supposte

Prima di somministrare Nurofen a un bambino (soprattutto se si tratta della prima volta) è bene chiedere sempre prima il parere del suo pediatra o del farmacista, che potrà consigliare il dosaggio preciso adatto alla sua età ed al peso. Premesso ciò, generalmente per le supposte si consiglia la somministrazione di una supposta ogni 6-8 ore nei bimbi con peso corporeo compreso tra i 12,5 e i 17 kg, senza superare le 3 dosi nell’arco di 24 ore. Per i bambini con peso tra i 17 e i 20,5 kg, invece, si può arrivare a 4 supposte al dì, una ogni 6 ore. Per facilitare l’inserimento della supposta nel retto è consigliabile scaldarla brevemente tra le mani e successivamente procedere.

Somministrazione di Nurofen soluzione orale

Nurofen sciroppo è adatto ai bambini con un’età compresa tra i 3 mesi (con un peso superiore ai 5,6 kg) e i 12 anni. Ovviamente deve essere il pediatra a suggerire la posologia, che viene calcolata a seconda del peso e dell’età del bambino. In generale, comunque, si tratta di 3 somministrazioni al giorno con una dose di:

– 2,5 ml tra i 5,6 e i 10 kg (3 mesi-1 anno);
– 5 ml tra i 10 e i 15 kg (1-3 anni);
– 7,5 ml tra i 15 e i 20 kg (4-6 anni);
– 10 ml tra i 20 e i 28 kg (7-9 anni);
– 15 ml tra i 28 e i 43 kg (10-12 anni).

Nurofen sciroppo dovrebbe essere sempre assunto durante o immediatamente dopo i pasti, per ridurre il rischio di effetti collaterali a carico dell’apparato gastrointestinale. È altresì importante non utilizzare per la somministrazione un cucchiaio, in quanto non consente di misurare in maniera esatta la quantità di sciroppo, meglio avvalersi quindi del tappo misuratore o di una siringa.

Avvertenze e possibili effetti collaterali

Generalmente Nurofen è ben tollerato dalla gran parte dei bambini, tuttavia, come ogni medicinale può causare degli effetti indesiderati, perlopiù correlati ad allergie al suo principio attivo o a uno dei componenti. Talvolta possono manifestarsi eruzioni cutanee, mal di testa e disturbi gastrici, come dolori addominali, nausea e flatulenza, causati da irritazioni della mucosa gastrica. Per questo è sempre bene far assumere Nurofen durante o subito dopo i pasti. Molto raramente, infine, possono insorgere emorragie o ulcere, ma si tratta di eventi estremamente rari soprattutto in età pediatrica. Bisogna sempre consultare il pediatra di riferimento prima di somministare Nurofen, sopratutto se il bambino soffre d’asma, allergie, patologie gastrointestinali, renali o epatiche, nonchè in caso di assunzione di altri farmaci, antibiotici e antinfiammatori.

Youfarma, quando la tradizione farmaceutica sbarca online con successo

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Farmacia on line

Youfarma è la farmacia online che a prezzi davvero piccoli e convenienti, permette a tutte le persone ed alle famiglie di fare rifornimento di prodotti generici e specifici, delle migliori marche, indispensabili per la salute, la bellezza ed il benessere.
Collegandosi al sito si può accedere alle promozioni del momento ed acquistare a prezzi super vantaggiosi i prodotti di alta qualità dei brand autorevoli del settore.
Con oltre 200 anni di esperienza farmaceutica, la famiglia Zarri di Bologna, ha voluto rendere accessibile anche online l’acquisto di tantissimi prodotti farmaceutici di cui non sempre tutte le farmacie fisiche sono fornite: prodotti per l’incontinenza come pannoloni per adulti, cosmesi e bellezza.  Continue reading

Acqua a km 0: metà degli italiani beve quella del rubinetto

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Foto da comune.porto-torres.ss.it

Sempre più italiani fanno uso di erogatori per bere l’acqua del rubinetto. Secondo un recente sondaggio, il 44% degli intervistati ha dichiarato di non comprare più l’acqua in bottiglia al supermercato, preferendo bere «sempre o quasi sempre» quella dell’acquedotto.

Il motivo? Per il 29% degli intervistati è stata, molto semplicemente, una questione di comodità. Gli erogatori di acqua domestici hanno rappresentato una scelta di comfort sufficientemente valida per dire addio ai ‘vecchi’ e pesanti cestelli del negozio. Il 26% degli interpellati, invece, ritiene l’acqua ‘comunale’ più buona rispetto a quella confezionata – il 4% apprezza particolarmente la possibilità offerta da alcuni erogatori di conferire all’acqua un gusto ‘su misura’.

Un consumatore su cinque, circa il 20% sul totale, ha dichiarato di bere acqua del rubinetto perché sottoposta a maggiori controlli e quindi più sicura di quella confezionata. Poi, c’è il costo: il 17% la preferisce perché è più economica. La questione ambientalista, infine, ha convinto l’11% degli interpellati.

Secondo la ricerca, i motivi di questa evoluzione nelle abitudini degli italiani sono molteplici: la moltiplicazione dei chioschi pubblici comunali presenti sul territorio, che trattano e distribuiscono l’acqua, ha influito e non poco. Basti pensare che oggi è il 67% degli intervistati a conoscere questo tipo di servizio, mentre tre anni fa era il 56%.

Anche la tecnologia sempre più semplice e facile da usare dei moderni erogatori d’acqua, in particolare di quelli collegati direttamente alla rete idrica, ha dato una sensibile spinta in questa direzione, conquistando il favore di sempre più persone. Questi strumenti – comodi e adatti a ogni tipo di utilizzo, da quello domestico all’ufficio – garantiscono alta qualità dell’acqua, a fronte di costi di installazione e manutenzione minimi.

Protesi rimovibili, tutte le tipologie

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protesi estetica

Le protesi rimovibili possono essere ancorate oppure fissate ad altri denti o ancora, possono essere appoggiate alle gengive, in caso di mancanza totale di elementi.
Ma vediamo nello specifico le diverse tipologie di protesi.  Continue reading