Più pulizia per la città di Milano

Milano, il «via» della campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti, saranno collocate 42 campane per la carta. Da 40 a 55 i cassonetti per il vetro.
Ogni mese 600 quintali di immondizie trasportate in discariche controllate.
Sono quarantadue, di un bel colore giallo, hanno una vaga forma di campana e servono per la raccolta della carta straccia. Rappresentano un ulteriore passo per la raccolta differenziata dei rifiuti, che il Comune di Milano ha promosso per evitare sprechi e consentire il riciclaggio del materiale recuperabile, come spiega Pierangelo Rossi, amministratore della ditta Maddalena, leader nel settore dei rifiuti in Valle. Il «recupero differenziato» a Milano è stato attivato ormai da alcuni anni (la raccolta del vetro, per esempio, è cominciata già nell’83).

E’ una specie di sfida: il trattamento differenziato dei rifiuti «richiede collaborazione e senso civico da parte di tutti». Insomma, se vuoi la città pulita, contribuisci a non sporcarla, a mantenere le strade in ordine. La risposta è confortante, c’è una crescente attenzione al problema pulizia e soprattutto alla necessità di attenersi alle sollecitazioni che vengono dalle campane disseminate per le strade della città. Sempre più spesso si vedono persone infilare bottiglie negli appositi cassonetti e non nei tradizionali contenitori buoni per tutti gli usi. Il vetro costa, se viene abbandonato in mezzo a rifiuti che non sono riciclabili rischia di andare sprecato. «Purtroppo, accanto al vetro, ci sono ancora troppe bottiglie di plastica» si lamenta Pierangelo Rossi, lasciando capire, però, che «sono possibili ulteriori livelli di miglioramento nella raccolta». E’ anche per questa ragione spiega – «che potenziamo il servizio: le campane per il vetro passeranno da 40 a 55».

Le cifre legate alla produzione di rifiuti sono impressionanti: da 350 a 400 quintali al mese per il vetro e 200 quintali al mese per la carta, la maggior parte creati da imprese di pulizia nella zona di Milano. C’è un incremento nel periodo estivo? «Più grande di quanto si immagini – spiega Rossi – soprattutto per la maggiore presenza di turisti che, con il caldo, consumano bibite di vario tipo». La situazione, nel capoluogo regionale, si presenta oggi ben definita: vi sono i cassonetti verdi per i rifiuti solidi di tipo sfuso e vario, quelli gialli per il vetro e, ora, quelli per la carta. La stessa logica è stata adottata da vari Cornimi, nell’arco di alcuni mesi è prevista la costituzione di punti di raccolta, che avranno una ubicazione precisa, defilata, per non deturpare il paesaggio. In alcuni casi saranno nascosti da appositi chalet in legno.

Il «recupero differenziato» è stato introdotto per motivi di risparmio e di riciclaggio dei materiali, con recupero quasi integrale di tutto il vetro (che però deve essere selezionato, separando quello bianco da quello colorato) e con un 60-70 per cento della carta, a causa della diversa qualità, per esempio fra quella dei quotidiani e quella dei settimanali patinati. Esperti a livello nazionale del settore dicono che il recupero e il riciclaggio dei rifiuti potrebbe diventare l’unica vera fonte energetica alternativa, con risparmi considerevoli soprattutto in giorni di caro-petrolio a causa della crisi nel Golfo. A Milano vengono recuperati anche i cartoni da imballaggio, «circa 300 quintali al mese» calcola ancora Rossi.

I «produttori» di cartoni sono essenzialmente i commercianti, che lasciano vicino ai negozi pile più o meno ordinate dei residui di imballaggio (non esistono contenitori adeguati), poi intervengono gli uomini della raccolta. Il discorso sui rifiuti a Milano presenta ancora lacune: occorrono, per esempio, discariche controllate per i rifiuti di tipo occasionale, cioè del materiale, per esempio, che spesso ingombra cantine o garages. Tecnici dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici spiegano che una legge impone ai Comuni di individuare apposite aree proprio per quel tipo di rifiuti e personale apposito di vigilanza. Pochi i Comuni che hanno già provveduto. In certi casi sono previsti accordi fra cittadini e imprese private, in altri casi (metodo più comodo), il Comune organizza il servizio e il cittadino paga per l’intervento.