Il recupero dati pen drive in un laboratorio specializzato

Il sito Recuperodatirm.it può essere consultato da chiunque abbia la necessità di procedere al recupero dati pen drive: i servizi di recupero dei dati offerti si caratterizzano per un rapporto qualità prezzo estremamente conveniente e, inoltre, garantiscono il massimo dell’affidabilità. Chi fosse interessato non deve fare altro che richiedere un preventivo ad hoc, per conoscere le tariffe e i prezzi. La diagnosi è gratuita, e nel caso in cui non vengano raggiunti i risultati desiderati non c’è da sostenere alcuna spesa: insomma, se il recupero è impossibile non si deve pagare niente. Vale la pena di ricordare, in ogni caso, che la percentuale di successo è molto vicina al 100%. 

Il recupero dei dati contenuti in una chiavetta USB o in una pen drive può essere effettuato a prescindere dal tipo di dati con cui si ha a che fare: che si tratti di foto, di video, di documenti in Word, di file Excel o di qualsiasi altra informazione, il servizio offerto dai tecnici è garanzia di efficienza e soddisfazione. I chip di memoria Flash Nand vengono dissaldati per poter essere letti direttamente; insomma, anche se si è alle prese con una chiavetta USB che non viene letta perché danneggiata, con una pen drive non riconosciuta o con una scheda SD che richiede una formattazione, non ci sono problemi impossibili da risolvere.

Recupero dati pen drive: operazioni molto delicate

Le operazioni che permettono il recupero dati pen drive sono delicate e importanti: tanto la dissaldatura quanto la lettura diretta dei chip di memoria non solo richiedono la massima attenzione, ma anche il ricorso a competenze e tecniche specifiche, ovviamente non a disposizione degli utenti “comuni”. Appare evidente, pertanto, la ragione per cui il riferimento a un centro di professionisti sia pressoché imprescindibile: nel caso di interventi fai da te il rischio di compromettere ulteriormente la situazione è alto e concreto. Per la dissaldatura, per esempio, ci sono dei parametri che devono essere rispettati, non solo dal punto di vista delle tempistiche, ma anche per ciò che riguarda le temperature: in caso di errori o mancanze, le celle di memoria potrebbero essere gravemente danneggiate.

Ovviamente, supporti differenti presuppongono interventi differenti e, soprattutto, tecniche differenti: vengono chiamati in causa processi, trattamenti e procedure che devono essere studiati con cura ed eseguiti con tutte le precauzioni del caso per superare le difficoltà che il recupero dei dati comporta. In linea di massima, comunque, il contenuto grezzo del chip, che è rappresentato da una serie di bit illeggibili, viene scaricato sulla stazione dedicata al recupero dei dati, e quindi sottoposto a un processo specifico, che prende il nome di reverse engineering, che consiste in una rielaborazione attraverso la quale il filesystem viene ricostruito: a quel punto i file e le directory possono essere recuperati.