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Come utilizzare l’oro 18 carati

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oroL’oro viene usato soprattutto per realizzare oggetti di oreficeria e gioielli: si tratta di un metallo nobile, che si trova in natura, pesante, tenero, molto malleabile e duttile. Proprio per questo motivo non viene utilizzato allo stato puro ma sotto forma si lega: infatti va unito ad altri metalli perché gli oggetti preziosi realizzati siano più resistenti e durino più a lungo. Per questo motivo bisognerebbe parlare più correttamente di oggetti in lega d’oro, tranne nel caso di lingotti e monete in metallo puro e delle componenti interne dei vari dispositivi elettronici ed elettrici.
L’oro, qualunque forma assuma, viene classificato in base al proprio titolo, espresso in millesimi oppure in carati: in ogni caso esprime qual è la percentuale di metallo puro sul peso totale. Ad esempio l’oro 18, chiamato anche oro 750 millesimi, è il titolo più diffuso in Italia: significa che su 1000 parti 750 sono in metallo giallo. Per conoscere qual è la lega impiegata è sufficiente visionare il marchio che, secondo la legge italiana, deve essere riportato obbligatoriamente sulla superficie di ogni oggetto prezioso. Accanto va impresso il codice che identifica il produttore o l’orefice, responsabile penalmente della veridicità dei dati. In genere il marchio è molto piccolo e si trova in una parte poco visibile del monile o dell’oggeto per non comprometterne l’estetica. Il titolo risulta quindi fondamentale per valutare il metallo: ad esempio un braccialetto d’oro 18 carati che pesa 10 grammi contiene 7,5 grammi di oro puro. Per questo, quando si decide di vendere il proprio oro usato, bisogna moltiplicare per 7,5 la quotazione attuale del metallo giallo.
I 250 millesimi rimanenti sono rappresentati dai cosiddetti metalli leganti, nella maggior parte dei casi argento, nichel e rame, presenti da soli oppure in diverse combinazioni. L’aggiunta dei leganti consente di dare caratteristiche estetiche e tecnologiche alla lega: questo fatto è particolarmente determinante per quanto riguarda l’oro da gioielleria. Infatti, a seconda del metallo aggiunto, la colorazione della lega varia notevolmente e i risultati sono sfruttati ampiamente per ottenere risultati particolari e di grande impatto visivo.
Ad esempio l’oro verde prevede di unire all’oro argento e rame in una percentuale uguale del 12,5%, mentre l’oro rosa vede come leganti il rame al 18,5-20% e l’argento al 6,5-5%. L’oro giallo è quello più comunemente utilizzato in gioielleria e lo si considera il classico metallo aureo perché è la lega che gli assomiglia di più per colorazione: si aggiungono rame per il 13-17% e argento per il 12-7%. Molto apprezzato è l’oro rosso, i cui metalli leganti sono in gran parte il rame (20,5%) e argento in piccole quantità (4,5%), mentre l’oro blu prevede l’aggiunta di ferro al 25% e la messa a punto di un trattamento termico di ossidazione, mentre per avere l’oro si aggiungono in parti uguali nichel e palladio (oppure argento o zinco).
L’oro 18 carati viene utilizzato soprattutto in gioielleria e in oreficeria, tuttavia può essere impiegato anche per altre destinazioni d’uso. Molto diffuse sono le applicazioni di questa lega a scopi ornamentali, molto spesso per creare tessuti e ornamenti in quanto il metallo viene tirato in fili e inserito in vario modo all’interno di questi esemplari. La lega trova usi decorativi anche in cucina: infatti il metallo può essere lavorato fino a ottenere sottilissime lamine che vengono usate per decorare opere di alta cucina. Questo è possibile per il fatto che l’oro è caratterizzato dal fatto di non avere praticamente alcuna reattività e di conseguenza le proprietà organolettiche delle bevande e dei cibi a cui viene aggiunto rimangono inalterate.
Usi particolari possono avere l’oro bianco, che viene impiegato come valido sostituivo del platino in gioielleria e in certe situazioni, sfruttando il fatto che questa lega possiede un coefficiente di dilatazione termica estremamente basso. Infine l’oro 18 carati viene utilizzato per realizzare le medaglie d’oro assegnate come premi ai vincitori di varie competizioni, in particolare del Premio Nobel e delle Olimpiadi.

Quotazione oro, da cosa dipende le fluttuazione del prezioso metallo

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oroL’oro è il metallo prezioso per eccellenza, tuttavia non tutti sanno che il valore di questo bene è stabilito in modo ufficiale con validità internazionale, e tale quotazione non è fissa dal punto di vista temporale, ma è soggetta a fluttuazioni continue.
Chiunque può controllare la quotazione dell’oro: per compiere quest’operazione è sufficiente collegarsi a un sito web attendibile e costantemente aggiornato.
La quotazione dell’oro è paragonabile alla borsa, proprio perché, appunto, muta in continuazione; è molto importante dunque che chi desidera vendere degli oggetti in oro, e anche chi vuol investire in questo metallo prezioso, controlli le relative quotazioni prima di concludere qualsiasi affare.
Non deve destare stupore il fatto che il valore dell’oro sia soggetto a fluttuazioni: l’oro è un bene che può essere venduto o acquistato, anche come pura forma di investimento, di conseguenza è inevitabilmente esposto ai trend del mercato.
Va detto che le fluttuazioni dell’oro, tuttavia, di norma sono esigue: l’oro è un metallo il cui valore è riconosciuto a livello internazionale, ragion per cui non è mai accaduto che la sua quotazione ufficiale si abbassasse in maniera significativa.
L’oro è considerato dunque un bene rifugio, ovvero un bene il cui valore non viene intaccato a prescindere dall’andamento del mercato e da fattori esogeni di qualsiasi tipo.
Premesso che, come detto, non si è mai verificata una diminuzione dell’oro di entità rilevante, ed è inverosimile che essa accada, quali sono gli aspetti che influiscono sulla quotazione ufficiale dell’oro?
Sicuramente la quotazione dell’oro può risentire di importanti cambiamenti geo-politici, e da questo punto di vista può rappresentare un caso emblematico la Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.
Questo avvenimento del 2016 è stato considerato dagli investitori come sinonimo di maggiore incertezza nei mercati finanziari internazionali, e in casi come questo gli investimenti riguardano principalmente i cosiddetti beni rifugio, quindi quei beni che, anche laddove si verifichino degli scombussolamenti negli equilibri politico-economici internazionali, non vedono calare il loro valore.
A seguito del Brexit il prezzo dell’oro è dunque cresciuto in modo repentino, e il medesimo trend si è verificato pochi mesi dopo anche a seguito dell’elezione di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti, segno evidente del fatto che gli investitori hanno valutato questo cambiamento come possibile portatore di incertezza nei mercati finanziari internazionali.
Importanti cambiamenti di natura geo-politica, dunque, possono influire sulla quotazione dell’oro, ma solo nel caso in cui i medesimi abbiano dei potenziali risvolti sul mondo della borsa.
Il prezzo dell’oro può dipendere anche dalla domanda, nel senso più ampio del termine: la domanda di oro è sempre elevata, tuttavia nel caso in cui grossi investitori, come ad esempio degli Stati, scelgano di acquistare dell’oro, può accadere che la quotazione di questo bene subisca delle modifiche significative.
Nel momento in cui si consulta la quotazione ufficiale dell’oro è importante distinguere tra oro usato e oro nuovo, noto anche come oro puro.
Il fatto che un oggetto in oro sia stato usato è davvero poco rilevante, dal momento che se si vuol vendere un oggetto di questo tipo il medesimo può essere sottoposto a fusione, tramite cui si ricava dell’oro puro pronto per essere riutilizzato. La distinzione tra oro nuovo e oro usato è legata al fatto che quest’ultimo non è puro, ma costituisce una lega con altri metalli: è rarissimo, anche per ragioni tecniche, che un oggetto in oro sia realizzato in oro puro, per tale motivo questa distinzione è opportuna.
É utile sottolineare, a tal riguardo, che il livello di purezza dell’oro è misurato in carati, e l’oro puro, quindi l’oro con la quantità massima di carati, è quello che ne conta 24.
Conoscere la quotazione dell’oro è molto importante, dunque, sia qualora si voglia vendere che laddove si intenda acquistare: per vendere un oggetto in oro è fondamentale rivolgersi a un compro oro regolarmente abilitato allo svolgimento dell’attività, se si vuol acquistare dell’oro come forma di investimento, invece, l’ideale è far riferimento a un banco metalli.

Investire in diamanti: quali sono i vantaggi

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investire-in-diamantiMolte sono le opportunità per coloro che vogliono investire i propri risparmi per realizzarci dei profitti. Il panorama delle possibilità includono i titoli di Stato che, seppur concedono degli interessi microscopici, sono da sempre considerati come ‘garantiti’ e al di sopra di ogni sospetto. Bot, CCT e altri titoli fondiari, hanno fatto la storia del risparmio in Italia che, proprio in questo settore finanziario, è una delle nazioni che primeggia.
Si può affermare, senza alcuna incertezza, che l’Italia è patria del risparmio anche se in alcuni casi, a questa sorta di investimento sicuro ma non propriamente redditizio, è subentrata l’idea dell’investimento teso a far guadagnare in modo più remunerativo.
Ne sanno qualcosa i tanti italiani che hanno investito in titoli azionari confidando in suggerimenti avuti o nel proprio istinto e che hanno visto da un momento all’altro, liquefarsi i risparmi di una vita o i capitali guadagnati con il proprio lavoro.
Il brivido di puntare su delle azioni per assecondare il miraggio di diventare ricchi, è spesso foriero di cattive scelte che sono quelle di aver puntato sul cavallo sbagliato. E se con la diffusione esponenziale di internet, molte persone si sono fatte attrarre dalla facilità di operare in diretta con il proprio device pensando di trasformarsi nel Gordon Gekko del film Wall Street, in questo presente la stessa cosa accade con chi si cimenta con il Forex dove i rischi sono sempre dietro l’angolo.

Investimenti sicuri

Per sapersi tranquilli e mettere al riparo le proprie risorse, un classico percorso è sempre stato quello di investire sul mattone. Possedere immobili, oltre a quello nel quale si vive,  ha rappresentato per decenni un formidabile investimento perché, mettere a reddito lo stesso significava non disperdere il proprio capitale (che semmai, aumentava di valore) e monetizzare una certa entrata mensile derivante dall’affitto che si andava a riscuotere da chi ne usufruiva. Questa forma di reddito è venuta meno per tutta una serie di problematiche che riguardano una sempre più alta tassazione unita alla scarsa garanzia di vedere il canone di locazione regolarmente pagato per via di una crisi economica che ha messo a terra tante attività e che ha lasciato a spasso migliaia di lavoratori.
Scartata anche la opportunità di investire sul mattone ai giorni nostri, il mercato del risparmio si riversa su quelli che sono da sempre definiti beni certi come oro e preziosi.

Generalmente il bene-rifugio lo si coniuga con il prezioso metallo che risulta inalterabile nel tempo. Il mercato, per quanto possa subire delle variazioni dettate da momenti congiunturali, considera l’oro una certezza e chi lo possiede può dormire sonni sicuri. Ma l’oro, per quanto inamovibile bene, presenta il problema di dove essere custodito.
Molto meno problematica la soluzione di questo problema logistico appare a coloro che hanno deciso di investire in diamanti in quanto ingombro e peso di gemme che possono rappresentare anche valori significativi è talmente minimo che riduce anche il problema legato allo spazio dove custodirle e nel trasportarle.

Perché è importante il trust patrimoniale

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trust-patrimonialePer cogliere l’importanza del trust patrimoniale, si può fare riferimento al sito Trustpatrimoniale.com, dove vengono spiegate tutte le informazioni che è bene conoscere in proposito e dove, ovviamente, ci si può avvicinare concretamente a questo istituto grazie alla consulenza di una società specializzata. Il punto di partenza per un’analisi dettagliata, in ogni caso, non può che essere una panoramica sul funzionamento di tale strumento, che – a dire la verità – è molto meno complicato di quel che si potrebbe immaginare.

Trust patrimoniale: ecco come funziona

In un trust patrimoniale, il disponente, che è noto anche con la definizione di settlot e che non è altro che il soggetto che ha intenzione di proteggere il proprio patrimonio, individua un trustee: questa figura corrisponde al gestore, cioè a colui a cui spetta la gestione dei beni che devono essere protetti. Questi beni possono essere di vario genere: può trattarsi di una somma ingente di denaro, ma anche di un quadro di valore, di una casa al mare, di un capannone, di una macchina di lusso, e così via. Una volta che ha ottenuto l’incarico, il trustee può gestire i beni come meglio crede, disponendone tenendo in considerazione, chiaramente, i limiti e le prescrizioni presenti nel mandato, cioè nella letter of wishes. In altri termini, questi beni possono essere messi in vendita o concessi in affitto da parte del trustee senza che sia necessario che il settlor dia la propria diretta autorizzazione affinché ciò avvenga. Come si può dedurre da questa breve descrizione dei meccanismi del trust patrimoniale, il gestore formalmente non è il proprietario dei beni che gestisce, anche se in realtà esercita tutti i diritti che deriverebbero da questo status. D’altro canto il settlor vede i beni uscire dal suo patrimonio.

Perché rivolgersi a J&M

J&M, che è la società a cui fa capo il sito Trustpatrimoniale.com, fa della professionalità e dell’affidabilità i punti cardine del proprio modus operandi. Il punto di partenza dei trust, e dei programmi di protezione del patrimonio in generale, è che è necessario soddisfare e assecondare gli interessi specifici della clientela: insomma, modellare un trust vuol dire anche identificare e mettere in pratica le regole più adatte all’obiettivo finale, che è – appunto – quello di proteggere uno o più beni. Tali regole sono decise dal settlor, che è colui che decide di istituire il trust, chiaramente senza prescindere dal quadro normativo in cui ci si trova a operare: il riferimento, da questo punto di vista, è non solo alle leggi italiane, ma anche e soprattutto a quelle straniere, visto che in realtà nel nostro Paese di norme specifiche ce ne sono ben poche, e tutto viene rimandato alla Convenzione dell’Aja. Risulta fondamentale mettere in evidenza, in conclusione, che lo studio di J&M offre tutti gli strumenti necessari per proteggere il patrimonio, seguendo la clientela e mettendo a disposizione dei programmi specifici, studiati ad hoc al fine di raggiungere il traguardo desiderato con la massima sicurezza.